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KC Ghemme e Bassa Valsesia - Serata culturale dedicata al Teatro Greco  

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Pubblicato da: Rosalba | KC Ghemme e Bassa Valsesia | 25.09.2018  |  Letture: 458

KC Ghemme e Bassa Valsesia - Serata culturale dedicata al Teatro Greco
Venerdì 21 settembre alla Farese di Fara Novarese il Kiwanis Club Ghemme e Bassa Valsesia ha organizzato una serata culturale dedicata al Teatro Greco. In particolare il relatore Carmelo Pinto ha spiegato ai presenti l’origine e la storia di quelle rappresentazioni che contribuivano ad acculturare i cittadini che, partecipando in massa alle recite, acquisivano i giusti indirizzi religiosi, politici e filosofici in una assemblearità partecipata.
Hanno collaborato per la lettura dei testi Antonella Ippolito e Silvano Beraldo.
La serata era imperniata su uno dei massimi esponenti del Teatro Greco: Eschilo.
Una breve parte recitata delle “Supplici”, con relative spiegazioni, ha contribuito non poco alla comprensione del sistema interpretativo dell’epoca.
Eschilo, nato nel 525 a.C. ad Eleusi fu testimone nonché partecipe delle gesta eroiche di Maratona e Salamina nell’ora più solenne per la sua Patria minacciata dall’esercito persiano. Importante la sua formazione religiosa: fu iniziato ai misteri di Demetra. Concorse ad innumerevoli gare drammaturgiche vincendo cinquanta corone tra primi, secondi e terzi premi fino a quando Sofocle si presentò a gareggiare con lui. Scrisse una novantina di drammi, tragedie e satire. Tutte tragedie attinte alla mitologia e ai poemi di Omero tant’è che qualcuno affermò: “Vive delle briciole di Omero”. È considerato il creatore del dramma tragico. Inventò la maschera, il coturno e il secondo attore. Morì a Gela nel 456 a.C. Le Supplici di Eschilo fanno parte di una trilogia: Supplici, Figli di Egitto e Danaidi cui segue il dramma satiresco Amirnone. Furono rappresentate per la prima volta nel 463 a.C. La scena si svolge nell’orchestra, ossia lo spazio centrale del teatro greco ai piedi delle gradinate. Cinquanta ragazze sono approdate per sfuggire alle nozze loro imposte con i Figli di Egitto, loro cugini, e chiedono al Re di Argo Pelasgo di essere accolte. Otterranno ospitalità. In questa tragedia ci sono temi di attualità: i migranti rifugiati, l’accoglienza, un pizzico di femminismo: donne che non desiderano essere schiave di mariti prepotenti. C’è il senso di una profonda religiosità che impone comportamenti che conseguono talvolta costi altissimi, quali una guerra. C’è anche la forte affermazione di decisioni democratiche. La recita è stata accompagnata da musiche adeguate al tema, eseguite dal bravo musicista novarese Giorgio Manazza, che a conclusione di serata ha proposto un pezzo completo con immagini del “Mercato Persiano”.
Nel corso della serata sono entrate a far parte del Club tre nuove socie: Elena Bartella, dirigente della Mirato di Landiona, presentata da Carla Boniperti, Marita Balzano e la figlia Elisabetta Donetti, agente turistico, entrambe presentate da Luciano Curatitoli.






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