Fibromialgia – Piano operativo

Chair Antonino Papotto

PRIMA PARTE – LA FIBROMIALGIA

Che cos’è la fibromialgia (FM)

La FM è una delle cause più comuni di dolore cronico diffuso.
Sebbene essa risulti come entità clinica distinta in tutte le classificazioni internazionali di dolore cronico  e sia riconosciuta in molti paesi a livello del sistema sanitario nazionale, vi sono alcune eccezioni, tra cui per esempio l’Italia o la Spagna.

La FM è una condizione medica riconosciuta a livello internazionale, definita da criteri diagnostici e valutata attraverso scale di gravità validate scientificamente.
Ad oggi, studi epidemiologici sottolineano un rapporto maschi/femmine di 1/3 (analogo a quello di altre patologie dolorose croniche), una possibile insorgenza di FM a qualsiasi età (anche durante l’infanzia) e una prevalenza che non dipende dall’etnia, e è quindi simile nei diversi paesi.
Inoltre, non vi è una maggiore prevalenza nei paesi industrializzati o culturalmente avanzati.
Il quadro è complicato dal carattere mutevole dell’insieme di sintomi nel tempo.
La FM può anche concomitare e aggravare altre malattie reumatologiche, influenzandone il decorso.

Diffusione della malattia

Colpisce circa l’8 % della popolazione (circa 2.000.0000 di persone) in particolare l’età giovanile nel 2-7 %;  rapporto maschi – femmine 1/3;

LA TERAPIA MULTIMODALE DELLA SINDROME FIBROMIALGICA

Essenzialmente sono tre i pilastri del trattamento del paziente fibromialgico:

1) educazione e forma fisica; 2) trattamento farmacologico; 3) psicoterapia.

L’educazione dei pazienti per quanto riguarda la malattia e l’avvio di un programma di fitness (esercizio e corretta alimentazione) sono i primi passi da compiere, avviando anche un rapporto medico-paziente produttivo che consenta un processo decisionale condiviso.

I risultati ottenuti con il solo trattamento farmacologico, tuttavia, sono spesso insoddisfacenti; per questo, il trattamento farmacologico dovrebbe far parte di un approccio terapeutico multidisciplinare, che includa anche strategie non farmacologiche .

La balneoterapia, l’ozonoterapia, le discipline di meditazione in movimento (es. Tai Chi) e l’agopuntura sono tra quelle che hanno le più forti prove scientifiche e possono essere di aiuto per i pazienti FM.

Recentemente, è stata posta grande attenzione sugli interventi che aumentano la mindfulness (Consapevolezza) significa avere consapevolezza di se prestando attenzione alla realta’ del momento presente , in maniera oggettiva  e distaccata soprattutto non giudicante, cioè attraverso  un processo dimeditazione .

Riconoscimento precoce e cura

Il riconoscimento precoce della Sindrome fibromialgica , potrebbe prevenire il ricorso ai trattamenti farmacologici, predilegendo un approccio psicoterapico.
La cura per la fibromialgia giovanile sara affidata  a due specialisti: un reumatologo e uno psicologo

SECONDA PARTE – IL PROGETTO E L’IMPEGNO DEI CLUB

il significato del progetto

riconoscere  e far conoscere  la malattia “fibromialgia” che è   caratterizzata da:
dolori diffusi ai muscoli  tutti i giorni per almeno tre mesi, sonno non ristoratore , senso di affaticamento esagerato, difficolta a dormire, ansia associata a umore depresso, intestino irritabile , formicolii e disturbi della sensibilità, mal di testa frequente, difficolta a ricordare, vertigini ;

INDIRIZZATO:

a far conoscere (poco conosciuta)  la malattia a genitori, medici( medici medicina generale, psichiatri, pediatri, fisiatri, ortopedici) , psicologi , operatori sociali, scuole; il riconoscimento precoce in età pediatrica- giovanile (nostra mission ) ai fini di rimuovere le cause che l’anno determinata in particolare i disagi familiari che spesso la provocano;

OBBIETTIVI:

divulgare la conoscenza  sulla malattia attraverso l’informazione con  tutti i mezzi possibili, stampa, contatto diretto con le famiglie, scuole.
Dobbiamo credere  nell’informazione del giovane paziente: promuovere nei ragazzi la gestione autoresponsabile e positiva della malattia.

Iniziative proposte ai Club

Per dare visibilità alla fibromialgia, le Divisioni e i Club possono:

  • Installare panchine viola in piazze, parchi, scuole e davanti a ospedali e ambulatori, in accordo con i Comuni. Su ogni panchina, una targa che spiega cos’è la fibromialgia, con il logo Kiwanis e un QR code per le informazioni.
  • Illuminare di viola monumenti, municipi e sedi istituzionali il 12 maggio, Giornata mondiale della fibromialgia.
  • Distribuire fiocchi viola e materiale informativo in piazza, nelle scuole e negli studi medici.
  • Organizzare incontri nelle scuole con un reumatologo e uno psicologo, per studenti, genitori e insegnanti.
  • Promuovere convegni per medici di medicina generale, pediatri, fisiatri e psicologi, sul riconoscimento precoce in età giovanile.
  • Collaborare con le associazioni di pazienti presenti sul territorio, per inaugurazioni, raccolte di testimonianze e campagne su stampa e social.

           Antonino Papotto