Chair
Anna Fazio
KC Prato
Chair
Renza Marinone
KC Casale Monferrato
Chair Giovanni Cannata
Kc Nicosia

Anna Fazio

Un grazie al nostro Governatore Salvatore Chianello per avermi dato l’opportunità di affrontare e condividere con tutti un tema molto sentito dal Kiwanis: I disturbi dello spettro autistico.

Siamo ancora molto lontani dai risultati che avremmo voluto raggiungere su un tema così importante nonostante gli sforzi fatti negli anni passati, non abbiamo ancora raggiunto i risultati sperati, abbiamo fatto solo dei piccoli passi, se vogliamo ottenere qualche risultato in più dobbiamo lavorare in diversi settori per citarne alcuni: la famiglia, la comunità, la scuola, e tema ancora più significativo il mondo del lavoro con le sue varie sfaccettature.

Da soli non siamo in grado di ottenere i risultati sperati, pertanto è necessario il coinvolgimento delle istituzioni, CTS, personale ATA, associazioni, etc…

Nelle dinamiche di comunicazione e di comportamento il rapporto persona-ambiente è un processo vitale, la configurazione degli spazi favorisce l’inclusione delle persone nella società.

In una città inclusiva ed accogliente è necessario prevedere spazi che attenuano i conflitti uomo-ambiente, i fattori che possono facilitare gli atteggiamenti positivi verso la disabilità sono la presenza di servizi e politiche rivolte a coinvolgere tutte le persone, si tratta di percorsi e processi partecipativi. Città inclusiva significa promuovere inserimento sociale e autonomia. La città vissuta da tutti nello stesso modo.

Il progetto a livello comunale può essere articolato in varie fasi:

  • creazione di una rete di esercizi commerciali e luoghi privati e pubblici dove si adotteranno misure per favorire l’accoglienza di persone con autismo;
  • realizzazione di un percorso formativo rivolto a dare al personale degli esercizi commerciali un livello base di conoscenza sul comportamento da adottare nell’accoglienza delle persone con autismo;
  • creazione di un kit da consegnare alle attività aderenti al progetto da esporre come testimonianza di accoglienza consapevole;
  • creazione di una mappa della città che evidenzia gli esercizi dove è possibile garantire un minimo di modalità favorevoli all’accoglienza,
  • interventi a sostegno del lavoro.

Pur non basandoci su dati certi, si calcola che il tasso di partecipazione al mondo del lavoro per le persone affette da DSA nei paesi occidentali è del 34% contro il 54% di tutti gli individui con disabilità, sono stati condotti inoltre degli studi sul tipo di lavoro adatto alle persone con lo spettro autistico. I costi benefici dell’inserimento nel mondo del lavoro sono notevoli, con strategie appropriate gli adulti autistici hanno capacità di lavorare per lunghi periodi. Lavoro salute e benessere sono correlati, il rapporto con gli altri crea un senso di appartenenza.

Diventare indipendenti per un ragazzo/a autistico/a significa dare una possibilità di una vita propria. La nostra purtroppo è una società che ancora non riesce ad accogliere i neurodivergenti, mancano le dinamiche di comunicazione, forse noi potremmo fare la differenza.

Se andiamo ad analizzare i percorsi di vita di un ragazzo portatore dello spettro autistico e quindi della famiglia, ci sono dei periodi particolarmente difficili per citarne alcuni: il periodo estivo e il passaggio dall’adolescenza alla prima giovinezza. Lavoro e comunità potrebbero essere gli ingredienti per migliorare la vita sia dei ragazzi che delle famiglie. Pensare al loro futuro, umano, sociale, economico, è un impegno che noi e le nostre istituzioni dovremmo pianificare con lucidità e risorse.

Il nostro compito sarà quindi anche quello di sensibilizzare la sfera economica, promuovendo convegni per parlare di economia etica, la cultura dell’inclusione, iniziare a parlare di volontariato d’impresa che è una forma di erogazione liberale fatta dall’aziendaverso un’organizzazione del Terzo Settore. In merito, l’art. 100 del TUIR – a cui si fa riferimento anche quando si parla di welfare aziendale, – consente all’azienda di dedurre nel limite del 5 per mille le spese relative all’impiego di lavoratori dipendenti per prestazioni di servizi erogati a favore di tutti gli Enti del Terzo Settore di natura non commerciale.

La costruzione di una rete forte fra gli enti del terzo settore risulta fondamentale, lo stesso dicasi fra le istituzioni locali le quali possono essere complementari dando risposte più efficaci.

Rilevante è la formazione specifica degli educatori attraverso corsi per fornire basi teoriche e pratiche per affrontare in maniera consapevole l’accoglienza di alunni con bisogni educativi speciali.

L’obiettivo primario sarà sempre quello di sapere interagire con le famiglie nella fase critica dell’accettazione al manifestarsi dei sintomi, nel percorso necessario per trovare l’ambiente scolastico più idoneo, nella collaborazione terapeutica, le buone pratiche sono la metodologia vincente.

Se poi entriamo nell’analisi del “Dopo di Noi” si apre uno scenario ampio ma da approfondire che va dalla legge n. 112 del 22 Giugno 2016, rubricata “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita grave prive del sostegno familiare”, viene denominata anche legge sul “Dopo di Noi”, cohousing, trust etc.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento, se necessario è possibile avere anche il supporto di alcuni insegnanti formatori che hanno svolto la loro attività su tutto il territorio nazionale.

Grazie per aver dedicato il vostro tempo a leggere le mie riflessioni o suggerimenti, rimango sempre dell’idea che nel compito che vogliamo portare avanti ci sono delle parole e dei sentimenti diversi fra loro ma convergenti: amore, passione, contaminazione, resilienza.

Con tutta la mia stima

Anna Fazio


Giovanni Cannata

Cari amici,

voglio preliminarmente ringraziare il nostro Governatore, Salvatore Chianello, per avermi dato questa opportunità.

Da diversi anni ci occupiamo di autismo ma solo da poco tempo abbiamo inteso affiancare a questo tema quello dell’inclusione.

Proprio a tale proposito l’argomento che mi sento di proporvi, affinché si dia inizio ad una campagna di sensibilizzazione, riguarda il rapporto complesso tra autismo e l’accoglienza scolastica.

Una problematica che si ripropone ad ogni inizio anno scolastico e molto sentita specie nei primi mesi di scuola.

Un problematica che merita di essere affrontata in quanto decisiva ai fini della permanenza fattiva del bambino autistico in ambiente scuola, un luogo dove ogni forma di barriera deve essere rimossa offrendo a tutti i bambini, anche e soprattutto quelli con maggiori difficoltà, pari condizioni di apprendimento.

Perché l’accoglienza è il primo passo verso l’inclusione.

Perché la “città inclusiva” include il tema della “scuola inclusiva”.

Perché dove c’è una “falla del sistema” il Kiwanis deve fare la propria parte divulgando e sensibilizzando l’opinione pubblica e le istituzioni.

Ed infatti l’esigenza di affrontare il tema dell’accoglienza del bambino autistico nasce proprio dalla mancanza, nel nostro sistema scolastico, della figura dell’insegnante di sostegno dotato di competenze specifiche per approcciarsi correttamente a tale forma di diversità.

Oggi le insegnanti di sostegno traggono le loro competenze solo dall’esperienza maturata sul campo, potendo contare, nel proprio corso di studi, solo su una generica formazione verso tutte le disabilità.

Stessa problematica si pone anche per le insegnanti ordinarie, anch’esse prive di formazione specifica, spesso impreparate e per carenza di personale chiamate a gestire situazioni molto problematiche.

Si perché anche la carenza di personale qualificato, di collaboratori (Asacom ed Assistenti Igienico Sanitari) e di insegnanti di sostegno, è oggi divenuta una vera e propria “piaga” del mondo della scuola, ed a pagare le conseguenze di queste storture sono purtroppo i bambini autistici (ma in verità tutti i disabili) che si vedono limitare o ancor peggio, talvolta, sinanco  sacrificare il proprio sacrosanto diritto allo studio.

Ho sempre affrontato questo tema e mi rincuoro che proprio di recente anche una nota trasmissione televisiva ha ritenuto di condividere questa problematica allestendo un servizio che rende l’idea più di mille parole:

https://www.iene.mediaset.it/video/bambini-autistici-insegnanti-di-sostegno_1169448.shtml

Ebbene, il libretto “Accoglimi”, che accompagna questa presentazione, è stato scritto da un equipe di professionisti (psicologi e terapisti) e non vuole e non aspira ad essere la soluzione al problema.

Si è scelto di dare un taglio semplice ed illustrato proprio per renderlo accessibile ad una ampia platea di soggetti, anche e soprattutto a beneficio di coloro che sono incolpevolmente privi di specifiche competenze.

L’intento di questo semplice “prontuario” è quello di fornire alcune “dritte” alle insegnanti ed agli operatori che per la prima volta si approcciano con questa problematica, affinché possano meglio comprendere le diversità dei nostri bambini speciali garantendo loro il giusto orientamento nell’ambiente scolastico.

Ma l’intento del libretto “Accoglimi” vuole essere soprattutto un “pretesto” per coinvolgere tutti voi ad affrontare il tema all’interno delle scuole o comunque al cospetto degli adulti che a vario titolo si interfacciano con l’ambiente scuola.

Per tale ragione consiglio sempre di accompagnare la consegna dei libretti, che avrete cura di stampare, con una conferenza sul tema che coinvolga tutte le parti interessate: dirigenti, insegnanti (di sostegno e non), collaboratori, Asacom, genitori e terapisti.

Il libretto non ha vincoli e si può quindi liberamente scaricare e divulgare anche dal sito (dove troverete preziose informazioni) della cooperativa di terapisti che lo ha con noi predisposto: https://lnx.icorrieridelloasi.it/cosa-facciamo/progetto-accoglimi/

Se vorrete un consiglio io sarò disponibile; scrivetemi pure: cannata.g@libero.it

Vi sono grato per tutto quello che fate e che farete per i nostri bambini speciali.

Un caro saluto.
Giovanni Cannata

Libretto “Accoglimi” (pdf)
Nota di accompagnamento al libretto (pdf)