KC Lentini – Conferenza “Luci ed Ombre dell’Intelligenza Artificiale”

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Nell’elegante cornice della sala conferenze dell’agriturismo” Badiula” giorno 27/02/2026 si è svolta la conferenza Divisionale dal titolo “Luci ed Ombre dell’Intelligenza Artificiale”, organizzata dal Club Kiwanis di Lentini in collaborazione con i Maestri del Lavoro del Consolato provinciale di Siracusa. Dopo i saluti del Luogotenente Governatore della Div 3 Sicilia Sud -Est, dott. Antonio Davì e del Console Provinciale di Siracusa dei Maestri del Lavoro Pippo De Sensi, il moderatore dott. Angelo Ferraro ha dato inizio alla conferenza. Il primo relatore il Maestro Giovanni Cardella, Ingegnere Chimico esperto in matematica ed Informatica, ha parlato di come nasce l’intelligenza artificiale e che cosa è.

Nella sua esaustiva relazione ci ha guidato con semplicità nel complesso mondo dell’IA, spiegando che L’Intelligenza Artificiale (IA) sia una disciplina informatica che punta a creare macchine capaci di simulare processi cognitivi umani. In parole povere, permette a un computer di “imparare” dai dati per risolvere problemi, riconoscere immagini o dialogare, imitando il modo in cui pensiamo e prendiamo decisioni.

L’IA generativa, quella con cui ci confrontiamo oggi, si riferisce a sistemi di intelligenza artificiale che creano nuovi contenuti e artefatti come immagini, video, testo e audio da semplici prompt di testo di alta qualità e simili a quelli umani. Pur consentendo applicazioni creative entusiasmanti, esistono preoccupazioni relative a pregiudizi, contenuti dannosi e proprietà intellettuale.

Il secondo relatore, Il maestro Armando Panarello, appassionato di fotografia, ha parlato dell’IA come generatore di immagini, con le sue slides ha mostrato come L’intelligenza artificiale trasforma semplici descrizioni di testo in immagini realistiche e di alta qualità in pochi secondi. Ad esempio, inserendo un prompt come “un tramonto sulle montagne”, l’IA può produrre istantaneamente immagini straordinarie. Questa tecnologia innovativa sta rivoluzionando settori creativi come il marketing, l’intrattenimento e il design, accelerando notevolmente il processo di creazione dei contenuti. Ha però sottolineato anche l’aspetto negativo di tale tecnologia, poichè chiunque può manipolare le immagini, queste perdono il loro potere di esprimere la realtà e possono trasmettere false informazioni che manipolano le coscienze.

Infine la Dott.ssa Valeria Commendatore, nostra Presidente nonché Chair Distrettuale per il Bullismo, Cyberbullismo e Disagio Giovanile ha trattato le differenze strutturali, di apprendimento e cognitive tra l’IA ed il cervello umano.  

Spiegando cosa succede quando l’Intelligenza Artificiale si interfaccia con i più giovani? Quali sono i rischi e quali gli effetti negativi e l’impatto reale e profondo dell’IA sul cervello umano:

Indebolimento del pensiero critico, atrofia di specifiche abilità cognitive, apprendimento superficiale, riduzione del pensiero profondo e della memoria. Declino della capacità di Problem Solving, le sfide legate al sovraccarico cognitivo e sovrastimolazione, eccessiva attenzione ai dettagli ed analfabetismo funzionale.
Perdita della privacy, mancato sviluppo etico, riduzione capacità relazionale ed isolamento sociale.

Conclude con una considerazione:

La sfida non è quindi impedire ai minori di usare l’IA, ma insegnare loro a integrarla in un percorso di crescita personale e morale, affinché possano sviluppare senso critico, empatia e responsabilità in un mondo sempre più tecnologico.

L’intelligenza artificiale è il trionfo della ragione che sa calcolare ma non sa interrogare i fini; che ottimizza i mezzi ma non sa decidere che cosa sia bene o giusto. Le macchine che oggi ci affascinano tanto non sono “cattive” — come a volte si tende a dire — ma hanno il problema di essere costruite esattamente in base ad un paradigma ben preciso: elaborare le informazioni, massimizzare l’efficienza, ridurre la complessità a dati manipolabili. Ecco allora la grande responsabilità che abbiamo, come comunità dei viventi, di fronte a questa svolta: se l’IA rappresenta la massima espressione della ragione strumentale, il nostro compito non è competere con essa, ma custodire e sviluppare tutto ciò che non è riducibile a questa logica. C’è una parte del pensiero umano che nessuna macchina potrà mai sostituire: quella che nasce dall’esperienza vissuta, dalla relazione, dal dolore, dal desiderio, dalla ricerca di senso. È il pensiero che si radica nel corpo, per costituire la vera essenza dell’umanità che si apre all’altro, che si interroga sul perché e non solo sul come.

 Custodire il pensiero non riducibile al calcolo significa custodire la libertà, la poesia, la speranza. Un compito che va coltivato sul piano personale e sviluppato su quello sociale. L’IA, dunque, non è un destino da subire, ma uno specchio che ci può aiutare a capire meglio chi siamo. E cosa possiamo diventare. Se la useremo come alleata per ampliare la nostra umanità, potrà aiutarci a costruire una civiltà più consapevole, più solidale, più giusta.

A conclusione della serata, dopo un dibattito stimolante con un auditorium attento e coinvolto, è seguita la cena in un clima di amicizia e convivialità.