KC Erice – Visita culturale nel territorio di Custonaci

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Visita di Studio e Scoperta a Custonaci

Il Kiwanis Club Erice il 28 Giugno 2026 è stato presente per la visita di studio ed esplorazione effettuata nel territorio di Custonaci, incentrata sulla sua secolare tradizione marmifera, sul legame tra arte, sostenibilità e memoria storica, e sull’incontro con le eccellenze istituzionali e artistiche locali.

​La giornata ha avuto inizio con l’accoglienza da parte del Sindaco di Custonaci Fabrizio Fonte, nel suo saluto di benvenuto, il primo cittadino ha introdotto i visitatori descrivendo l’attuale situazione economica del territorio, spiegando come l’economia del marmo stia subendo una crisi negli ultimi anni. Per questo motivo, l’amministrazione comunale sta rivolgendo una forte attenzione anche al rilancio e allo sviluppo del turismo.

​Successivamente è intervenuto Giuseppe Adragna, presidente del Club Builders, il quale ha ricordato come la scuola tratti già attivamente queste tematiche. Ha aggiunto che la visita ha rappresentato per lui un momento intenso di ricordi e attenzione, sottolineando come l’esperienza vissuta direttamente in presenza sia risultata veramente entusiasmante.

​Infine, la presidente del Kiwanis Club Erice Antonietta Calamia ha portato i propri saluti formali, ringraziando calorosamente tutti i presenti che, nonostante il forte caldo della giornata, hanno partecipato con vivo interesse e attenzione all’iniziativa, un ringraziamento al socio Francesco Minaudo  promotore di questa iniziativa.

​Il percorso didattico e culturale è stato guidato da Nicolò Reina e si è articolato nelle seguenti tappe:

​Il Monumento ai Caduti del Mare e del Lavoro nel Settore Marmifero (Piazza Europa)
​Situato all’interno di Piazza Europa, a breve distanza dal Museo del Marmo, il monumento è un’opera di fondamentale importanza civile e culturale. Installato nel 1990, è stato realizzato dall’artista locale Giuseppe Cortese.
L’opera è interamente scolpita in perlato di Sicilia. La scultura rappresenta un uomo ferito, una potente allegoria che simboleggia i lavoratori rimasti vittime di incidenti durante le delicate e pericolose fasi di escavazione e lavorazione del marmo. Il monumento è il fulcro delle celebrazioni cittadine: ogni anno, in occasione del 1° maggio (Festa dei Lavoratori), vi viene deposta una corona di fiori in memoria del loro sacrificio. A perenne ricordo, qualche anno fa è stata aggiunta una targa commemorativa che reca incisi i nomi di tutte le vittime del settore marmifero locale.

Il Viale dei Giardini: Un Esempio di Recupero e Sostenibilità
​Un elemento di grande interesse architettonico e ambientale è rappresentato dalla pavimentazione del viale circostante nei giardini attigui.
​Il materiale impiegato per il camminamento è il marmo perlato. Storicamente, i frammenti e le schegge derivanti dalle fasi di taglio in cava venivano considerati inutilizzabili e sistematicamente gettati via.
​L’intuizione di recuperare e reimpiegare questo materiale di scarto per la realizzazione dei viali pedonali ha permesso non solo di riqualificare l’area verde urbana, ma anche di dare nuova vita e valore a ciò che un tempo era ritenuto un semplice rifiuto.

​La visita è proseguita all’interno del Museo del Marmo, uno spazio espositivo essenziale per comprendere la storia estrattiva, l’evoluzione tecnica e l’aspetto antropologico della cultura locale.
All’interno delle sale è possibile osservare:

​I campioni di marmo: Una ricca collezione che mostra le diverse varietà, colorazioni, qualità e venature del materiale lapideo locale (tra cui spicca il perlato).
​Gli attrezzi storici da cava: La strumentazione storica e i ferri del mestiere utilizzati nel corso delle epoche dai cavatori per il distacco, l’estrazione e la movimentazione dei blocchi.
​L’uso e la vita nelle cave: Documentazioni fisiche, testimonianze e archivi che spiegano i metodi di lavoro storici e l’evoluzione tecnologica del settore.
​Il percorso ha vissuto un momento culminante nell’incontro diretto con il maestro Giuseppe Cortese presso il suo laboratorio a Custonaci. Questo ha permesso ai visitatori di entrare nel cuore pulsante del processo creativo e di dialogare direttamente con l’autore del monumento di Piazza Europa.

​Durante l’incontro, l’artista ha illustrato nel dettaglio la sua produzione:

​La Madonna di Custonaci: Il maestro ha condiviso la genesi, la tecnica e i dettagli della celebre opera sacra da lui realizzata, intesa come un profondo omaggio alla fede e all’identità culturale del territorio.
​Le opere in corso di lavorazione: È stato possibile osservare in anteprima i lavori a cui lo scultore si sta dedicando in questo momento, assistendo dal vivo alla transizione in cui il blocco di pietra grezza viene plasmato dall’artista.
​Questa esperienza ha offerto una panoramica unica sull’eccellenza artigianale e artistica di Custonaci, dove il marmo smette di essere solo una risorsa industriale e diventa veicolo di bellezza e memoria a livello internazionale.

​La visita ha incluso anche una fondamentale sosta presso il Baglio Cofano, indubbiamente uno dei bagli più affascinanti e suggestivi di Custonaci. Per struttura e atmosfera, questa antica costruzione rurale ricorda moltissimo la vicina e celebre Grotta Mangiapane, presentandosi come un vero e proprio piccolo villaggio rurale d’altri tempi.
​Un brulichio di vita tra il XIX e il XX secolo: Questo luogo, oggi silenzioso custode del passato, ha mantenuto la sua massima vitalità a lungo. A partire dall’Ottocento e fino agli anni ’60 del Novecento, il baglio era un autentico centro abitato in cui risiedevano stabilmente più di 70 persone. In quell’epoca i cortili erano costantemente animati dal viavai quotidiano e dal correre dei bambini tra le case.
​L’organizzazione e l’economia del Baglio: Ogni nucleo familiare possedeva la propria abitazione all’interno del complesso, contribuendo a una micro-comunità autosufficiente e solidale in cui la vita era scandita dai ritmi della natura. L’economia e il sostentamento del baglio si fondavano su tre pilastri principali:

​Agricoltura: legata alla coltivazione dei prodotti locali e alla gestione dei terreni circostanti.
​Pastorizia: fondamentale per il sostentamento delle famiglie e per la produzione di latte e formaggi.
​Pesca: un’attività chiave, fortemente favorita dalla vicinanza strategica alla costa e alla riserva naturale.

​Il Baglio Cofano ha rappresentato quindi l‘esempio perfetto di un ecosistema vivo e di come la comunità di Custonaci abbia saputo trarre storicamente il massimo dalle risorse del proprio territorio.

Il presidente del Kiwanis Club Erice, Antonietta Calamia