Il 30 luglio si celebra la Giornata mondiale dell’Amicizia.
Istituita nel 2011 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il suo obiettivo è ricordare a tutti che la base delle relazioni umane e della convivenza sono la pace la comprensione tra i popoli e la solidarietà.
Principi da sempre fondamentali per tutti i Soci del Kiwanis.
Ne abbiamo parlato su un articolo de L’altroparlante nel quale ha espresso un proprio giudizio la Trustee Kiw. Int. Maura Magni.
Giornata internazionale dell’amicizia 2026: quando un legame diventa servizio
E ovviamente nella rubrica Kiwanis e SteradioDj

Ogni anno, il 30 luglio si celebra la Giornata internazionale dell’amicizia. Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2011 il suo obiettivo è ricordare a tutti che alla base delle relazioni umane e della convivenza ci sono la pace, la comprensione tra i popoli e la solidarietà. In una parola: l’amicizia. I rapporti di amicizia tra individui, comunità e nazioni possono contribuire alla costruzione di una cultura della pace e alla crescita di tutti. Favorire rapporti di amicizia significa creare le condizioni per una società più giusta, aperta e rispettosa delle diversità. In alcuni Paesi esistevano già celebrazioni dedicate all’amicizia, ma la decisione delle Nazioni Unite ha dato a questa ricorrenza una dimensione globale.
Nel mondo di oggi prevalgono individualismo, diffidenza e rapporti superficiali. Le moderne tecnologie hanno ampliato le possibilità di incontrarsi e mantenere vivi i rapporti anche a distanza. Messaggi, videochiamate e social network consentono di restare in contatto con amici a volte distanti migliaia di chilometri, creando reti di relazione sempre più ampie. Ma questo non può in alcun modo sostituire il valore della vicinanza, dell’ascolto, del tempo condiviso e della disponibilità reciproca.
Questa ricorrenza invita a riscoprire la forza dell’incontro autentico con l’altro. Ogni amicizia è un laboratorio di convivenza: insegna a rispettare le differenze, ad ascoltare, a riporre nell’altro la propria fiducia e a collaborare per un obiettivo comune. Valori che, trasferiti nella società, diventano strumenti per favorire inclusione e coesione. L’amicizia accompagna ogni fase della nostra esistenza. Nei momenti difficili come quando si desidera condividere un lieto evento. Numerosi studi hanno dimostrato che relazioni solide e sincere favoriscono il benessere psicologico, riducono il senso di isolamento e rafforzano la resilienza. L’amicizia produce effetti positivi anche sul piano sociale, perché alimenta fiducia, rispetto, collaborazione e senso di appartenenza.
Ma l’amicizia è più di un sentimento individuale o reciproco: è un valore universale (che fine hanno fatto i diritti universali e i diritti naturali?), che può aiutare ad abbattere barriere culturali, sociali e generazionali, favorendo il dialogo e la collaborazione. Per questo, educare all’amicizia significa anche educare alla cittadinanza responsabile, all’ascolto e alla capacità di costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco.
L’amicizia è anche uno strumento per aiutare la collettività. Per il Kiwanis International, l’amicizia è il fondamento dal quale nasce il servizio. Fin dalla sua fondazione (avvenuta negli USA nel 1915), i soci del Kiwanis hanno condiviso il principio che per operare a favore della comunità è necessario partire dalla fiducia, dal rispetto reciproco e dalla collaborazione. L’amicizia è il legame che unisce competenze, esperienze e sensibilità diverse per raggiungere un obiettivo comune: migliorare la vita “un bambino e una comunità alla volta”. Non è un caso se una delle regole del Kiwanis è incoraggiare la formazione di amicizie durature come occasione di servizio e di migliore comprensione tra i popoli. Col tempo l’amicizia si traduce in disponibilità, partecipazione, sostegno reciproco e volontà di mettere il proprio tempo e le proprie capacità al servizio degli altri. È questo spirito che permette ai soci di realizzare progetti educativi, iniziative solidali e attività dedicate ai più piccoli, interpretando concretamente il motto del Kiwanis: “Serving the Children of the World”.
Per il Kiwanis, coltivare l’amicizia significa anche costruire le basi per un offrire ai più bisognosi un servizio più efficace e rendere le comunità capaci di guardare al futuro con fiducia. Non c’è da sorprendersi: ogni grande progetto nasce, prima di tutto, dall’incontro tra persone che scelgono di camminare insieme.
«L’amicizia è il filo invisibile che unisce persone, culture e generazioni. Nel Kiwanis diventa la forza che – afferma Maura Magni, trustee Kiwanis International – trasforma l’essere semplici “volontari” in membri di una grande famiglia internazionale capace di cambiare il mondo, un bambino e una comunità alla volta. È meraviglioso attraversare il mondo e sapere che ovunque arriverò troverò amici ad attendermi per realizzare insieme progetti per i bambini!».
Purtroppo questi principi sembrano non essere condivisi dalla maggior parte dei governi. Gli accordi sottoscritti sono quasi sempre fondati su interessi economici. E a volte nemmeno su quelli. In questi casi, lo scontro è inevitabile. Anche quello armato (Ndr: per una mappa aggiornata dei conflitti in corso si veda World Conflict Map: Live Global Conflict Tracker (2026)). Secondo i dati dell’Uppsala Conflict Data Program (2026), oggi, nel mondo, sono in atto 195 i conflitti (altre fonti parlano di 198). Otto tra Stati, 57 all’intero dei confini di un singolo Stato e quasi altrettanti (55) definiti che vengono “violenze a senso unico ”. Ma il numero maggiore (75) riguarda i conflitti non statali (Ndr: si confronti https://ucdp.uu.se/). Numeri che sono maggiori o uguali a quelli rilevati negli anni precedenti.
Secondo il Global Risk Index che raggruppa in un unico parametro conflitti, disastri, ed eventi estremi, l’attuale livello di rischio è 97/100 (Ndr: dato tratto dal Global Risk Index 2026 — World Instability & Doomsday Risk Score Today). Un valore elevatissimo che dovrebbe lasciare basiti e far riflettere sul concetto di amicizia tra i popoli.
C.Alessandro Mauceri

