Con la manifestazione di sabato 12 aprile, si è concluso il ciclo di tre incontri dedicati alla sensibilizzazione sull’autismo, organizzati dal Kiwanis Club Aci Castello Riviera dei Ciclopi e dalla Chair Distrettuale sull’Autismo Cristina Tornali, socia dello stesso club. Gli appuntamenti hanno avuto l’obiettivo di promuovere la conoscenza e l’inclusione delle persone nello spettro autistico, con un’attenzione speciale rivolta agli studenti delle scuole superiori.
L’ultimo incontro si è svolto presso il Liceo Classico M. Amari di Giarre, sede del Key Club “Ulisse Riviera dei Ciclopi”, fondato e sostenuto dallo stesso Kiwanis Club Acicastello. La scelta della sede non è stata casuale: il Key Club, infatti, rappresenta la sezione giovanile del Kiwanis International, con l’obiettivo di formare giovani leader attraverso il servizio alla comunità. Il coinvolgimento diretto degli studenti, grazie alla sensibilità del dirigente scolastico prof. Giovanni Lutri, è stato dunque un elemento centrale dell’iniziativa.
Durante la manifestazione, i relatori — i proff. Cristina Tornali, Ignazio Vecchio, Mela Albana— hanno offerto spunti di riflessione e testimonianze sulla realtà dell’autismo, una condizione che ancora oggi è spesso oggetto di pregiudizi e disinformazione. Gli interventi hanno toccato temi cruciali come la diagnosi precoce, le strategie di inclusione scolastica, il ruolo della famiglia e l’importanza del supporto da parte degli insegnanti e dei compagni di classe.
Particolarmente significativo è stato il momento del dibattito, che ha visto una partecipazione attenta e motivata da parte degli studenti. Molti di loro hanno posto domande puntuali e sincere, manifestando il desiderio di comprendere meglio come relazionarsi con i compagni affetti da disturbi dello spettro autistico. In particolare, è emersa la volontà di sapere quali comportamenti adottare per creare un clima scolastico accogliente e privo di barriere. Gli esperti hanno risposto con consigli pratici: osservare e rispettare i tempi e gli spazi dell’altro, evitare giudizi affrettati, promuovere l’ascolto empatico e collaborare con i docenti per favorire dinamiche inclusive in aula.





