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KC Genova Columbus - Il socio onorario Prof. Michele Marsonet affronta il tema "Verità e Fake News nella società contemporanea"  

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Pubblicato da: Rosalba | KC Genova Columbus | 09.04.2019 |  Letture: 396

KC Genova Columbus - Il socio onorario Prof. Michele Marsonet affronta il tema
Giornata intensa al Kiwanis Club Genova Columbus in occasione della presentazione del Socio Onorario Prof. Michele Marsonet (Professore Ordinario di Filosofia della Scienza e Vice Presidente Fodazione Prof. Paolo Michele Erede) al Ristorante Le Terrazze del Ducale, 06.04.2019).
Ospite e relatore il Prof. Marsonet ha trattato il tema “Verità e fake news nella società contemporanea“.
Presenti la Presidente Franca Durst Erede, il Segretario Luigi Pampana Biancheri, il Presidente Fondatore e Chair Distrettuale del Service Salute e Ambiente Luciano Giacomini, e tra gli altri F.Di Caprio, Maria Angela Viterbo, Giuseppe Murolo, Lelia Quarantini, Francesco De Iorgi, Sandra Moran, Pierpaolo Grillo.

Al tocco di campana di apertura del Presidente Franca Durst Erede e dei rituali inni e lettura delle regole kiwaniane, ha fatto seguito l’intervento del Prof. Marsonet al quale, al termine del suo discorso, la presidente, dopo la presentazione di rito, ha conferito lo stemmino come socio onorario.
Lo spazio audio visivo kiwaniano è stato dedicato all’importanza dei direttivi distrettuali.
Prossimo appuntamento, nel contesto del Service Salute e Ambiente, come da programma da tempo annunciato 11 maggio 2019 prof. Mahamad Maghnie sul Tema “Obesità Infantile e Men 1, una malattia rara sempre più pediatrica”.
Molto apprezzata la la presenza della scrittrice Prof. Francesca di Caprio.

Ci fa piacere riportare un sunto dell’interessante intervento del Prof. Michele Marsonet.
“Verità e fake news nella società contemporanea“ :

Nell’intenso – e spesso concitato – dibattito sulle cosiddette fake news si dà spesso per scontato che la verità oggettiva esista e che, per di più, sia facile trovarla. Basterebbe insomma una sufficiente dose di onestà, unita a un po’ di buon senso, per farci evitare da quello che molti vedono come un vero e proprio tunnel dal quale occorre uscire a tutti i costi per restituire alla politica la dignità perduta.
Eppure, a ben guardare, le fake news non sono certamente una caratteristica specifica dei nostri giorni. Al contrario, ne troviamo traccia ovunque nella lunga storia dell’umanità. Ma occorre chiedersi se davvero è così facile trovare la “verità oggettiva” (o, se si preferisce, la Verità con la “V” maiuscola). Ebbene, dal punto di vista filosofico, una tesi comune ai nostri giorni è che l’inscindibilità di osservazione e teoria conduce alla relativizzazione di ogni discorso intorno al mondo circostante, e ciò significa che non è lecito affermare che il mondo rappresenta il criterio ultimo per distinguere il vero dal falso. In altre parole, risulta impossibile - pena la caduta nel ragionamento circolare - separare il mondo dalle teorie da noi costruite e utilizzate per parlarne; per far questo avremmo bisogno di un punto di vista superiore e neutrale, vale a dire di quella che Hilary Putnam ha definito “visione dell’occhio di Dio”. Il risultato, in ultima istanza, è che ogni discorso sul mondo è relativo alle teorie di cui attualmente disponiamo. E va da sé che ciò vale ancor di più quando si parla del mondo umano.
I giudizi di verità possono essere formulati soltanto
dopo l’adozione di una teoria. Simili giudizi possono essere espressi soltanto all’interno di uno schema concettuale, e sono quindi espressione di tale schema. Poiché la verità è immanente a una teoria, e vive soltanto al suo interno, non è possibile parlare di “realtà” se non attraverso la mediazione di uno schema concettuale: c’è un mondo reale, ma può essere descritto unicamente nei termini del nostro schema. Abbiamo accesso alla realtà attraverso la teorizzazione, e quindi tutti gli oggetti - inclusi quelli del senso comune - sono soltanto dei postulati che acquistano senso nel contesto di una particolare teoria.
Uno dei grandi insegnamenti dell’epistemologia popperiana è che, nella scienza, occorre sempre essere aperti alla possibilità che le proprie tesi vengano falsificate. Esiste la verità ma occorre anche rendersi conto che, a causa dei nostri limiti cognitivi, essa va conquistata con fatica. E, soprattutto, che la pretesa di averla raggiunta una volta per sempre è un’illusione, come del resto dimostra la storia della scienza stessa.

Luciano Giacomini
Chairman Public Relations and Communication













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