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KC Novara Monterosa - Conviviale con relatore sul tema della danza e dei disturbi alimentari  

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Pubblicato da: Rosalba | KC Novara Monterosa | 05.11.2018 |  Letture: 83

KC Novara Monterosa - Conviviale con relatore sul tema della danza e dei disturbi alimentari
Venerdì, 26 ottobre, i soci e gli amici del Club Kiwanis Novara MONTEROSA hanno trascorso una serata all’insegna della bellezza, dell’armonia, della grazia.
Ospite della serata è stata la Prof.ssa Alida Pellegrini, laureata presso l’Istituto d’Alta Cultura dell’Accademia Nazionale di Danza, che ha presentato alcune allieve dello Studio Danza Novara, che dirige.
Ha evidenziato come l’avvicinarsi al mondo della danza aiuti a formarsi e a crescere tecnicamente e in modo armonico in un ambiente esaltante e ricco di soddisfazioni.
Il titolo scelto dalla Prof Pellegrini per la serata “La bellezza ferita: riflessioni sulla danza e sui disturbi alimentari”, ha voluto evidenziare il legame stretto che ci può essere tra il mondo della danza e i problemi legati ai disturbi del comportamento alimentare.
La danza è un insieme di movimenti elastici del corpo, eseguiti collettivamente o individualmente, sempre con finalità estetiche, che si intrecciano con brani musicali.
La Scuola, che la Prof.ssa Pellegrini dirige, tende a sviluppare nei giovani allievi, soprattutto donne, la passione per la danza, disciplina che educa al gusto per la bellezza e contribuisce alla formazione dell’identità. Sin dall’inizio dell’umanità, la danza rappresentò il linguaggio fondamentale nei rapporti fra i membri delle tribù.
Perché “Bellezza ferita”? Purtroppo, spesso chi affronta questa attività, specialmente le giovani, possono entrare nel tunnel dei disturbi alimentari, da cui è molto difficile uscire.
In questa disciplina sono richiesti canoni molto precisi: la danza, intesa come rappresentazione di una immagine attraverso il movimento del corpo, implica la richiesta di avere una fisicità con caratteristiche ben precise e vi è una stretta e intuitiva relazione tra ruoli che le donne sono chiamate ad interpretare e la snellezza: il dover rappresentare un cigno, una farfalla, una fata, una principessa, sottende una corporeità eterea che si traduce nella richiesta di avere un fisico estremamente sottile. Ma ci sono altre caratteristiche in questo mondo che possono influenzare i comportamenti alimentari delle ragazze: la grande disciplina, l’attività fisica molto intensa, il desiderio di perfezione estetica sono tutti fattori che hanno un peso.
La Prof.ssa Pellegrini, ha legato fra di loro le singole esibizioni con riflessioni tendenti ad evidenziare sia gli aspetti positivi, ma anche i fattori di rischio legati alla danza.
Al termine dell’esibizione, il pubblico ha dimostrato vivo apprezzamento mediante convinti applausi a scena aperta.

Il microfono è passato quindi al socio dottor Federico D’Andrea, Medico Specialista in Dietologia e quindi esperto nei problemi della nutrizione con una vasta e approfondita esperienza nella materia ed autore di numerosi articoli su riviste specializzate.
La danza, ha evidenziato, può provocare disturbi alimentari gravi, che sono veri e propri disturbi psichiatrici. Ad essi vanno incontro soprattutto le donne, ma da un po’ di tempo anche i maschi.
A chi ne è affetto si raccomanda di rivolgersi ad uno psichiatra, per cui l’approccio diventa multispecialistico. In casi gravi si possono verificare arresti cardiaci e decessi. Insorgono generalmente in donne giovani al tempo dell’adolescenza o della pubertà, che cominciano a dimagrire progressivamente a causa di un’ipoalimentazione sempre più accentuata. Accade purtroppo che al verificarsi di certe situazioni contribuiscano in qualche raro caso le stesse insegnanti con un’eccessiva pressione sulla necessità di mantenere una fisicità sempre più esile.
In Italia esistono centri specialistici che curano queste patologie, che coinvolgono tutto l’organismo di pazienti difficili e refrattarie a consigli e a cure.
Per questo diventa fondamentale l’attenzione posta sulle abitudini e sugli stili alimentari delle giovani donne che praticano quest’ arte, nell’ottica di prevenire l’insorgere di patologie gravi come l’anoressia o la bulimia che mettono a repentaglio molto seriamente la loro salute o, a volte, anche la loro vita (a. l.)







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