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KC Ghemme e Bassa Valsesia - Conviviale di settembre con relatore  

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Pubblicato da: Rosalba | KC Ghemme e Bassa Valsesia | 14.09.2019 |  Letture: 152

KC Ghemme e Bassa Valsesia - Conviviale di settembre con relatore
Sono riprese le attività del Club Kiwanis di Ghemme dopo la pausa estiva, con una conviviale che si è tenuta alla Vecchia Trattoria della Pace di Mandello Vitta venerdì 13 settembre u.s.
I presenti sono rimasti affascinati dalla relazione del Generale di Divisione Antonio Fina che ha raccontato la sua esperienza lavorativa, in particolare nella sua qualità di Diplomatico di Complemento nella città di Praga nel periodo del comunismo reale.
Il Gen. Fina è nato ad Avellino nel 1939, e in quella città ha conseguito la maturità classica. Nel 1959 è entrato nell'Accademia Militare di Modena e, dopo un ciclo formativo di circa 5 anni è diventato Tenente dei Carristi. Laureato in Scienze Strategiche, ha un master di secondo livello in tale settore.
Nel corso della sua vita militare ha frequentato numerosi corsi di formazione ed ha svolto incarichi diversificati sia in ambito nazionale che in ambito Nato.
Ha effettuato comandi ad Aviano, Catania, Altamura, Palmanova, Novara, Cosenza (con l’operazione Riace), è stato Istruttore dei corsi di sabotaggio e guerra asimmetrica, ufficiale di Collegamento dell’Esercito Italiano presso la base USA di Aviano e nello stesso tempo con le Frecce Tricolori di Rivolto, Capo Sezione Addestramento del 5° Corpo d’armata Vittorio Veneto, Ufficiale addetto allo Stato Maggiore dell’esercito a Roma, Addetto Militare per l'Esercito presso l'Ambasciata d'Italia a Praga, Sottocapo di Stato Maggiore del 5° Corpo d'Armata di Vittorio Veneto. Sposato con la sig.a Carmen, presente alla serata, ha due figli e due nipoti.
Nel corso della sua vita militare ha effettuato 6 traslochi da scapolo e 16 da sposato. Ha affermato di essere un uomo fortunato perché ha sempre potuto vivere in città splendide, in particolare nella capitale Cecoslovacca, di cui ha raccontato un po’ di storia per introdurre l’argomento della serata, che si basava sulle sue esperienze in quella città, nei periodi del Regime comunista, delle prime ribellioni ed energiche repressioni, avvenute con la partecipazione attiva di decine di migliaia militari sovietici a supporto della forza militare ceca.
A Praga l’attenzione ad ogni dettaglio dei discorsi era prassi quotidiana, normale, perché anche i muri avevano orecchie. In quel periodo in quella città la dimora per i diplomatici, così come gli uffici, erano assegnati dal regime, che si preoccupava di renderli sì accoglienti, ma soprattutto aveva cura di dotarli di tutti gli accessori perché ogni attività all’interno degli stessi fosse costantemente sotto controllo. Per eludere le microspie i diplomatici si vedevano costretti ad incontrarsi nei posti più impensati, ad esempio sulle piste di pattinaggio, dove il frastuono era tale da coprire anche le conversazioni normali e non solo quelle bisbigliate. L’ingerenza dell’URSS e in particolare la presenza costante di reparti militari russi era prassi consolidata. Tutto era tenuto sotto controllo, non si poteva uscire di casa senza essere seguiti, non si poteva conversare tranquillamente del più e del meno senza essere uditi. Ci si comunicava scrivendo le frasi su di una lavagna oppure utilizzando messaggi in codice. In pratica tutti i diplomatici occidentali erano considerati dei nemici o delle spie potenziali e come tali venivano trattati. Nel corso della sua chiacchierata il Gen. Fina ha così spiegato la sua vita avventurosa a Praga che necessariamente coinvolgeva tutta la sua famiglia con i disagi conseguenti.
Nel corso della serata è stato consegnato alla socia Maria Grazia Zoppis il riconoscimento del Kiwanis International “Zeller Fellowship” da parte della past-luogotenente Isabella Varese e del Past-Presidente Tiziano Baldazzi in quanto il premio era riferito allo scorso anno sociale. La Presidente Carla Boniperti nel chiudere la sua ultima conviviale da Presidente del Club ha ringraziato il Generale Fina per la sua disponibilità consegnandogli il gagliardetto del Club, la guida di Ghemme e un libro scritti da kiwaniani.





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