Navigazione veloce

KC Novara Monterosa - Conviviale con relatore sul tema delle farfalle  

Stampa veloce LAN_NEWS_24 icona rss
Pubblicato da: Rosalba | KC Novara Monterosa | 05.12.2018 |  Letture: 245

KC Novara Monterosa - Conviviale con relatore sul tema delle farfalle
Ospite del Kiwanis Club Novara MONTERROSA nella serata del 23 novembre scorso è stato il Prof. Giorgio Leigheb, che ha tenuto una relazione dal titolo “Nel mondo delle farfalle”.
Il Prof. Leigheb, laureato in medicina e chirurgia, è stato libero docente in Dermatologia presso l’Università di Torino e successivamente presso quella di Roma. E’ stato primario dermatologo presso il locale ospedale, dove ha introdotto l’attività Dermochirurgica. Ha insegnato presso l’Università di Sassari ed è stato Direttore della Scuola Specialistica in Dermatologia presso l’Università “Avogadro” del Piemonte Orientale. Ha prestato la sua opera presso ospedali e lebbrosari di numerosi paesi dell’America del Sud.
Sin dalla più tenera età ha coltivato l’hobby per le farfalle, di cui possiede una collezione di oltre 50.000 esemplari.
Iniziando la relazione, ha fatto presente che ai tropici questi lepidotteri hanno colori più brillanti rispetto a quelli delle nostre latitudini.
La passione per le farfalle lo avvicinò alla letteratura specifica ed ha ricordato a tal riguardo le celebre opera “Gli insetti”, pubblicata nel 1867 dal medico, scrittore e divulgatore scientifico Luigi Figuier:
Ogni farfalla, ha continuato, ha una sua storia e un proprio nome, oltre quello latino, che tutti bi linguaggi hanno dato ad essa. Ad esempio, i Napoletani definiscono farfalla una persona leggera e volubile, traendolo forse dalle modalità del volo, lieve e ondeggiante. Comunque, il nome farfalla per le diverse specie apparve nell’Ottocento.
Questi lepidotteri sono distribuiti in tutto il mondo, ma in prevalenza sono nei paesi dal clima caldo. Se ne contano oltre centomila specie, piccole e di grandi dimensioni con una apertura alare differente, che varia da qualche millimetro fino a diversi centimetri.
Il ciclo biologico delle farfalle ha origine da un uovo molto piccolo, di forma tondeggiante oppure ovale, di colore bianco o giallino. Al momento della schiusa l’uovo diventa più scuro e il bruco esce allo scoperto, nutrendosi del guscio che ha appena lasciato. Una volta fuori va alla ricerca di una pianta o un ramoscello, su cui comincia a trasformarsi in crisalide. Alcuni bruchi riescono a mimetizzarsi con la pianta ospite, altri invece sfoggiano colori brillanti. Completato lo sviluppo, il bruco subisce una stupefacente metamorfosi diventando crisalide, di forma ovale, ancorata alla foglia o al ramoscello stando all’ingiù, come i pipistrelli. Quando all’interno della crisalide la farfalla è maturata, l’involucro si rompe e l’insetto esce fuori e comincia a nutrirsi. Il passaggio a farfalla adulta desta meraviglia, perché l’esemplare è molto diverso da quello da cui era partito.
I colori delle farfalle sono variabilissimi e al microscopio le ali sembrano la trama di un tessuto persiano. Il coloro è dato ad esse dal sole e diviene brillante quando riceve una quantità maggiore di luce.
In genere, gli esemplari femmine sono più grandi rispetto a quelli maschi, perché le femmine debbono custodire nel loro corpo moltissime uova. Il corteggiamento tra questi lepidotteri avviene mediante sostanze. che sono delle piccole molecole, le quali si possono disperdere nell’aria fino a qualche metro di distanza. I loro organi genitali costituiscono delle strutture perfezionate anche rispetto a quelle dei mammiferi.
Le farfalle si nutrono di sostanze zuccherine, che si trovano nel nettare dei fiori e nel succo dei frutti. Allo stato larvale seguono regimi alimentari diversi e molte larve diventano addirittura dannose e attaccano sia le colture sia i materiali vegetali, come le derrate o le stoffe.
Le farfalle sono degli esseri bellissimi, che svolazzano agili in un continuo ed elegante movimento. Hanno dei pessimi nemici, come le serpi e i rospi, ma anche alcuni esemplari di mosche.
Ci sono farfalle diurne e farfalle notturne che compaiono verso sera, di cui una specie è denominata “testa di morto”, perché si infila negli alveari per succhiare il miele.
Alcuni bruchi sono dotati di peli orticanti, che possono cadere anche dalle foglie o dai ramoscelli, dove il bruco si è posato. Dotate di peli orticanti sono i bruchi della processionaria, caratterizzati da abitudini notturne, voracissimi, dai colori attenuati o scuri, perché prendono poca luce.
Avviandosi al termine, il Prof. Leigheb ha concluso citando Hermann Hesse: “ La farfalla non è un animale come gli altri. Vive solo per amare e per questo è avvolta in un abito mirabile. E’ l’emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno. E’ un simbolo dell’anima”.
L’argomento sui lepidotteri ha interessato ed entusiasmato i presenti, che hanno rivolto al relatore numerose domande per soddisfare le tante curiosità che il mondo delle farfalle aveva suscitato. (a. l. )






TAGS:   




Tema Grafico by iWebSolutions - partner e107 Italia