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KC Novara Monterosa - Incontro sull'accoglienza dei migranti minorenni  

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Pubblicato da: Rosalba | KC Novara Monterosa | 27.11.2017  |  Letture: 965

KC Novara Monterosa - Incontro sull'accoglienza dei migranti minorenni
27 ottobre 2017

Un incontro molto interessante quello avuto venerdì scorso dai soci ed amici del Kiwanis Club Novara MONTEROSA, con il Dott. Claudio Berlini, che ha trattato un argomento dal contenuto altamente drammatico, relativo all’accoglienza dei migranti, in particolare dei minorenni.
La Presidente Eva Boglio, prima di passare il microfono al relatore, ha esposto ai soci il service distrettuale HAPPY CHILD, che caratterizzerà l’anno sociale appena cominciato. Il service, a cui la Presidente ha detto di tenere molto, tocca una situazione per la quale il Kiwanis International ha sottoscritto un protocollo, siglato anche dall’UNICEF, che prevede un impegno economico di 67500.00 euro a favore dei minori.
Il service si svolgerà in tre fasi:
1 creazione di una attività di appoggio psicologico e ludico per i minori a bordo delle navi della Guardia Costiera Italiana, appena dopo lo sbarco;
2 accelerazione delle procedure di riconoscimento delle“vittime” prima di trasferirle in centri sanitari, se necessario;
3 promozione di un sistema di assistenza e cura e abbreviazione delle procedure per l’affidamento dei bambini a famiglie richiedenti, giovandosi del supporto di operatori sociali specializzati.
Il problema è molto sentito, ma l’aiuto ai bambini è nel DNA del Kiwanis, che sin dalla sua fondazione si propose, come chiaramente fa riferimento il suo motto, SERVING THE CHILDREN OF THE WORLD.
A seguire, la Presidente ha presentato il Dott. Claudio Berlini, nativo di Milano, che dopo la laurea in lingue entrò nel settore alberghiero, fino a ricoprire la carica di Vice Direttore. Nel 1989 cambiò indirizzoe rivolse la sua attività alla cooperazione socio-sanitaria e assistenziale, e all’accoglienza con la Cooperativa Sociale “Versoprobo”, di cui è Direttore.
Ha viaggiato moltissimo nei paesi africani ed ha soggiornato per oltre due anni in Liberia.
Il relatore ha presentato un minore della Costa d’Avorio, in Italia da circa sei mesi,che ha raccontato, in un italiano più che accettabile, la drammatica esperienza vissuta, il tormentato viaggio dal suo paese alla costa libica, il caotico imbarco sotto la minaccia di aguzzini, il naufragio del gommone in vista delle coste italiane. Si è dichiarato tuttavia fortunato, perché fu salvato dai marinai italiani nel momento in cui pensava di non potercela fare, mentre molti altri ragazzi come lui non vi riuscirono. Attualmente sta studiando, in attesa di trovare un lavoro, che gli potrà consentire di dare un aiuto alla famiglia.
Agganciandosi al commosso racconto di Ibrahim il Dott. Berlini ha mostrato su una carta geografica i paesi africani, maggiormente interessati dal fenomeno, ed ha narrato le difficoltà che i migranti affrontano nei viaggi della speranza sin dal momento della partenza dai propri paesi, dove lotte interne e tribali si combattono con estrema violenza.
Si parla spesso del fenomeno migratorio come di una apocalittica invasione, ma le indagini e i numeri statistici sono molto più modesti. Per quanto riguarda l’Italia, si parla di un rifugiato ogni 1000 abitanti, mentre in Libano rappresentano ¼ dell’intera popolazione.
Una volta giunti sulle coste europee, soprattutto italiane, inizia il calvario dell’accoglienza, perché i profughi non hanno alcun titolo di protezione, nonostante esistano diritti riconosciuti a livello internazionale.
Innanzi tutto essi vanno identificati, ma le attinenti procedure sono molto complessee seguono un percorso tortuoso e burocratizzato, icui accertamenti, estesi agli altri Stati europei,allungano i tempidi soluzione e aggiungono altre difficoltà a quelle già esistenti. Nel tremendo caos che in tal modo si viene a creare dopo lo sbarco, occorre trovare un posto soprattutto ai minori, spesso non accompagnati, per assicurare ad essi strutture uguali a quelle dei minori italiani. Quelle utilizzate sono assolutamente insufficienti e spesso si verifica che non si riesce nemmeno a segnalare la loro presenza o assenza al Tribunale dei minori, come è disposto dall’apposita normativa.
E’ evidente che il sistema dell’accoglienza è molto complesso per le numerose e diverse problematiche che presenta e i disagi e le difficoltà aumentano, anche se i profughi, sin dal momento dello sbarco nei territori di approdo, ricevono subito una assistenza prima di essere smistati nei centri di accoglienza. In questi posti sono predisposti altri servizi, diretti a valutare i bisogni sanitari e personali e,solo dopo, è possibile trasferirli nei centri di seconda accoglienza, dove sono istituiti percorsi di integrazione linguistica, civica e sociale. Intanto bisogna disporre di strutture per l’alloggio e il vitto e fornire a tutti il vestiario e i prodotti igienico-personali. A ciascuno viene assegnato un pocket giornaliero di 2,5 euro e una scheda telefonica. Bisogna anche accertare le condizioni sanitarie di ogni singolo e, in caso di patologie in essere, avviarli alle necessarie terapie. Durantequesto percorso, oltre alla formazione linguistica, occorre accompagnarli per accedere alle pratiche burocratiche, come alle richieste di asilo e del servizio sanitario. Infine occorre avviare progetti di formazione professionale e di ricerca del lavoro.
Per sopperire a queste necessità, che rappresentano solo una parte del fenomeno migratorio, sono coinvolte numerose organizzazioni di volontariato, che concorrono ad approntare le strutture e a gestire i servizi. Ovviamente sono richiesti rilevanti capitali, la cui entità, si parla di milioni di euro, ha attratto la cupidigia di organizzazioni criminali, che si sono tuffate nel business con deprecabili effetti su tutto il sistema, ritenuto un proficuo affare, anche con pratiche illegali e corruttive.
Infine, tragedia nella tragedia, è l’arrivo dei minori non accompagnati, i quali attualmente, per fortuna, non vengono più distinti tra quelli che richiedono asilo e gli altri.
Nei centri di prima accoglienza i minori possono restare per un tempo limitato di tre mesi, dopo essere stati segnalati ai Tribunali dei minori per la nomina di un tutore e per la individuazione di strutture idonee a riceverli. Durante questa attesa i minori sono informati sui propri diritti, gli stessi di quelli riconosciuti ai minori italiani, e sul percorso futuro.
Come era da spettarsi, l’interesse e l’attualità dell’argomento hanno spinto molti dei presenti a rivolgere domande al relatore, che non si è tirato indietro, fornendo spiegazioni e dettagli talvolta anche su aspetti critici e delicati. (a. l.)





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