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FOCUS CYBERBULLISMO - COMUNICATO STAMPA #2



COMUNICATO STAMPA

9 MAGGIO 2017

ROMA, CAMERA DEPUTATI, SALA ALDO MORO

CONVEGNO NAZIONALE “FOCUS CYBERBULLISMO”


Martedì 9 maggio 2017, a partire dalle ore 15.45, si è tenuto a Roma, presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, il Convegno Nazionale “Focus Cyberbullismo” promosso dal Kiwanis Distretto Italia San Marino. Il Kiwanis International, noto club service ed organizzazione mondiale di volontari che ha come scopo quello di tutelare i bambini, presente in 80 Nazioni ed Aree geografiche con circa 16.000 club e 600.000 soci, sin dal 2015 ha lanciato in Italia una campagna di informazione e formazione sul fenomeno nelle scuole grazie alla propria rete di esperti ed, ove possibile, con la collaborazione della Polizia Postale.

Hanno aperto i lavori l’intervento di benvenuto della Vicepresidente della Camera On. Marina Sereni ed il saluto istituzionale della Governatore del Kiwanis distrettuale dott.ssa Valchiria Dò.

Il Convegno è stato un interessante focus sul fenomeno anche alla luce delle novità legislative, il DDL 1261 sul contrasto al cyber bullismo, sui quali hanno riferito il Presidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio Mario Marazziti e Paolo Beni, Relatore del disegno di legge sul cyberbullismo in seno alla stessa Commissione.

Opporre al 'fascino' negativo del bullo, il 'fascino' positivo di una figura autorevole alla quale il ragazzo vittima può rivolgersi senza remore, meglio se "uno di classe, con cui è più facile confidarsi". E' una delle proposte messe in campo per combattere il CYBERBULLISMO prospettata da Mario Marazziti. “Dobbiamo investire nel formare coetanei autorevoli nelle scuole, nei luoghi di aggregazione giovanile che abbiano un fascino superiore a quelle che esercitano invece un appeal negativo – ha detto il Presidente della Commissione Affari Sociali - Per la prevenzione questa è una delle cose più importanti” . Per Marazziti, poi, si potrebbe studiare la possibilità di un back up automatico per i genitori, quando comprano uno smarphone ai figli minori. Il Presidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio ha inoltre invitato “vari soggetti che gestiscono i social, come Facebook, a immaginare un meccanismo che, mentre si è in chat, autorizzi alla lettura e a guardare cosa sta accadendo", tipo un tasto 'help' da attivare quando serve. Il testo che la Camera dovrebbe licenziare definitivamente la prossima settimana dopo un iter piuttosto travagliato. Ma "è un primo passo, anche se si tratta di una soluzione minimalista visto che concerne solo i minori, mentre l'uso scorretto dei social riguarda anche gli adulti", sottolinea Paolo Beni, relatore della legge. In particolare sul fronte della prevenzione edel contrasto e’ importante l'art. 4, dedicato al ruolo delle scuole, con le linee guida, l'istituzione di un referente responsabile in ogni scuola, il coinvolgimento e l'accompagnamento delle famiglie dei ragazzi vittime di CYBERBULLISMO e le sanzioni disciplinari. "Sul fronte penale- conclude Beni - si prevede solo un ammonimento da parte del questore, perché quella sul CYBERBULLISMO è una legge che evita derive repressive ed è centrata sull'attività di prevenzione".

Per gli approfondimenti sul fenomeno si sono poi succeduti alcuni dei più importanti operatori ed esperti del tema sia sul versante dell’analisi sia sul versante del contrasto e del sostegno a chi è vittima di cyber bullismo. Il Dott. Carlo Solimene, Primo Dirigente Polizia di Stato II Divisione Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, la D.ssa Adriana Battaglia, Referente scientifica di "I'm not scared" - Valutatrice di progetti della Commissione Europea, l’Avv. Salvatore Raiti, Avvocato esperto in reati informatici, il Dott. Marcello La Bella, Dirigente Compartimentale Sicilia. Orientale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, il Prof. Giancarlo Pavano, Docente esperto in progetti di contrasto al Cyberbullismo - Coordinatore Dipartimento Nazionale Educatori Docenti "La città ideale 2014", il Dott. Francesco Cannavà, Psicologo, libero professionista, referente Distretto Italia-San Marino ed il Dott. Giuseppe Raffa, Pedagogista Resp. ambulatorio antibullismo Asp di Ragusa. Tutti hanno sottolineato che la strada da percorrere è quella di una strategia sinergica, un patto per informare gli adulti e dotarli di mezzi efficaci nel riconoscere il fenomeno ed intervenire tempestivamente. Con loro collegati in streaming, gli studenti di alcune scuole superiori che hanno presentato il proprio hashtag contro il Cyberbullismo lanciato per l’occasione in rete. Vogliamo riportarne sotto la sintesi poiché è stato il momento più emozionante del convegno che si è chiuso con la consegna da parte del Kiwanis di una riconoscimento alla Polizia Postale e delle Comunicazione per l’impegno profuso nella prevenzione e nel contrasto al cyberbullismo.

Ecco di seguito le scuole ed i loro hashtag.

ISIS MAGAROTTO di ROMA: #ILBULLONONÈSOCIAL#
SOCIAL è la persona che ha profili su più di una piattaforma di social network, è molto attiva ed ha una notorietà su ogni piattaforma su cui è connessa. I bulli sono purtroppo social. Abbiamo scelto questo hashtag per far capire ai ragazzi che il bullo non deve diventare social ma bisogna bloccarlo, emarginarlo tutti insieme, uniti, per combattere il fenomeno che negli ultimi anni si sta divulgando a livello sempre più esponenziale. Ci siamo chiesti perché questo fenomeno si sia esteso nell’ultimo decennio. Uno dei tanti problemi della rete è che ognuno ne ha libero accesso e libero utilizzo e, in un paese in cui la maggior parte delle persone ha un accesso stabile ad internet, la facilità con cui il bullo trova terreno fertile per mettere in pratica i suoi scopi è spaventosamente elevata. Basta postare una frase, una foto o un video che in pochissimo tempo raggiunge un numero elevatissimo di persone. Anche se il bullo approfitta dell’anonimato per agire sui social, non è con essi che può trovare notorietà ed apprezzamenti. I social non devono esaltarlo ma isolarlo.

I.I.S. DALLA CHIESA di CALTAGIRONE (CT): #connectyourBRAIN
ossia Cyberbullo prima di collegarti connetti il cervello. La 4^Moda dell'istituto ha formulato questo hashtag allo scopo di tutelare quei ragazzi e quelle ragazze che sono vittime dei bulli digitali. Abbiamo usato la parola connect perché prima di agire bisogna accendere il cervello, prima di parlare e di giudicare bisogna pensare. Così come accennato nella canzone di Fabrizio Moro: la vita ha un valore inestimabile e insostituibile e quindi nessun bullo deve rovinarla.


LICEO SCIENT. ARTIST. SPORT. MARCONI di FOLIGNO (PG): #CyBeResponsible
creato giocando con i termini inglesi cyber e responsible, significa "sai essere responsabile". Pensiamo che tutti dovrebbero sentirsi responsabili quando utilizzano i social network, così nessuno​ bullo potrebbe imporsi: il gruppo deve imparare ad usare la propria forza per creare relazioni positive, non per distruggerle!



Per informazioni:
Elio Garozzo
Kiwanis International - Chairman distrettuale Cyberbullismo
tel. 339 1064040
email: garozzo.elio@gmail.com
https://www.kiwanis.it/2016/services/cyber-bullismo.php
Informazioni sul Kiwanis International:
www.kiwanis.org - www.kiwanis.it



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