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KC Lentini - Gemellaggio con il KC Capo d'Orlando  

Pubblicato da: Rosalba Fiduccia | KC Lentini |  Letture: 1763

KC Lentini - Gemellaggio con il KC Capo d'Orlando
Gemellaggio fra i Club Kiwanis di Lentini e di Capo d’Orlando
Giorno 20 maggio ha avuto luogo a Lentini il gemellaggio fra il Kiwanis club di Lentini e il Kiwanis club di Capo d’Orlando. L’iniziativa è nata da una idea balenata in seno all’amicizia del socio lentinese Ciro Messina col socio orlandino Gaetano Vinci e con il giornalista Vanni Ronsisvalle, presidente della “Fondazione Lucio Piccolo di Calanovella.”
Condivisa dalla presidente Giusy Milanesi, essa si è concretizzata con l’incontro a Lentini fra i due gruppi, che hanno vissuto intensamente insieme la giornata del 20 maggio, scandita dal mattino alla sera da una serie di significativi momenti culturali e sociali. Dopo l’arrivo degli ospiti, l’incontro nella sala consiliare con il sindaco di Lentini Saverio Bosco e il vice sindaco Alessio Valenti. In questa aula -ha detto Bosco- spesso accesa da infuocate contrapposizioni di parte, la presenza di questi due club è segno invece di quanto i cittadini e le Istituzioni possano amichevolmente collaborare per la reciproca conoscenza e lo scambio arricchente del reciproco patrimonio culturale. Si è pertanto augurato che si possa in avvenire formalizzare anche a livello istituzionale, e non solo quale esperienza di privati, l’avvicinamento fra i due Comuni e la Fondazione Lucio Piccolo. Successivamente il presidente della Pro loco, Luca Fazzino, ha sapientemente guidato tutto il gruppo attraverso i luoghi della memoria storica lentinese legata al martirio nel III sec. d. C. dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino. Dalla Chiesa della fontana, cara ai lentinesi per la leggenda dei tre pozzi nati dai tre salti della lingua strappata a S. Alfio, e per le statue, di rozza fattura ma assai venerate dai devoti, dei tre Martiri e della settecentesca Madonna delle Grazie, alla grotta-Chiesa del carcere con le figure di gesso dei soldati romani, dei tre Santi, di S. Tecla e del malvagio “re (per il popolo) Tertullo” dal volto bruno, alla Cattedrale-Chiesa Madre, dove gli ospiti hanno ammirato la statua della Madonna della catena del Gaggini, ascoltato la leggenda della Madonna del Castello, visitato il “putridarium” e i sedili–colatoio, dove venivano posti i morti aristocratici e del clero, ammirato il tesoro e la sagrestia lignea, onorato le tombe presunte dei tre Martiri contrassegnate da un semiconservato affresco paleocristiano. E non è mancato un assaggio, in un residuo forno a legna, del famoso “pane di Lentini” condito con olio sale e origano. Nel primo pomeriggio, ancora sotto la guida del giovane Luca, è seguita la visita al Museo archeologico, che conserva reperti dall’età del ferro al periodo della colonizzazione greca e dello sviluppo della cultura siceliota, fra cui splendidi crateri a figure rosse, oltre ai più recenti ritrovamenti subacquei, a Castelluccio, di anfore e recipienti greco-romani. Si è poi passati al Liceo Classico Gorgia per onorare, attraverso le parole del socio kiwaniano lentinese Aldo Failla, il ricordo del giudice Giovanni Falcone, del quale in una aula è stato ricostruito con mobili e suppellettili originari l’ufficio di pretore, così come era negli anni in cui (dal settembre 1965 al novembre 1967) Falcone vi esercitò, proprio a Lentini, tale carica. Del giudice è riportata, sotto una sua foto, una famosa frase che si vuole qui trascrivere anche perché ricorrono i 25 anni dalla strage di Capaci: Perché una società vada bene, si accresca nel progresso, nella esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti… e si avvii serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”. A conclusione della giornata si è svolta la conviviale nell’elegante cornice dell'Hotel N.H. Parco degli Aragonesi a Catania. La conviviale è stata preceduta dai discorsi della presidente del club di Lentini Giusy Milanesi, del presidente del club di Capo d’Orlando Nino Calà, del luogotenente Russotto, del sindaco Bosco, di Ciro Messina, che ha ripercorso le fasi dell’idea del gemellaggio, e dall’inevitabile e reciprocamente assai gradito scambio di “targhe ricordo” e di doni.
Maria Nivea Zagarella-addetto stampa










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