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lug 23
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KC Genova Columbus - Kiwanis e Arte Binomio vincente - Visita alla Galleria d'Arte "La Bottega Marco Locci"  

Pubblicato da: Rosalba Fiduccia | KC Genova Columbus |  Letture: 1397

KC Genova Columbus - Kiwanis e Arte Binomio vincente - Visita alla Galleria d'Arte
KIWANIS E ARTE BINOMIO VINCENTE - VISITA ALLA GALLERIA D'ARTE LA BOTTEGA DI MARCO LOCCI

Martedì 18 luglio alle ore 19:00 i soci del Club hanno avuto il piacere di incontrarsi presso la Galleria d’Arte "La Bottega di Marco Locci" (www.marcoloccipittore.it), in vico Falamonica 17R a Genova, per una visita della Galleria, di cui sono titolari i nostri due nuovi soci Marco e Sandra. Erano presenti tra gli altri i soci A.Bongiorno, T.Gatto, L.Quarantini, Sandra Locci, Luigi Pampana, M.Locci .
Molto gradita la presenza dell’On. Bruno Orsini e di Lilia Capocaccia Orsini, Pres. Associazione Amici dell’Acquario, del Dott.Eugenio Maria Zilliken, della scultrice e pittrice Maria Teresa Vittone e della pittrice e autrice di creazioni artistiche Marcella Novotny.
Si ringrazia la Presidente Franca Durst Erede che, nonostante la sua assenza per un inderogabile impegno, ha saputo predisporre, con la solita precisione, il pomeriggio culturale, supportata dal nostro Vice Presidente Kamran A. Sadeghi.

La galleria d’arte La bottega di Marco Locci ha aperto a Genova, in Vico Falamonica 17r, lo scorso 17 marzo 2016 ed è dedicata alle opere di questo straordinario e originale artista, scomparso prematuramente a Rapallo nel 2015.
Curata dalla moglie Sandra e da suo figlio Marco, la galleria ha come obiettivo principale quello di mantenere vive le opere di Marco Locci e di far conoscere a un pubblico sempre più vasto i quadri di un autore conosciuto principalmente come pittore di navi.
Durante la sua lunga carriera ha elaborato tante altre opere di grande originalità, utilizzando spesso tecniche e materiali inusuali ed esplorando mondi e temi apparentemente diversi, sempre legati però dal filo conduttore dell'ironia e del paradosso, in puro stile borgesiano.
Marco Locci nasce a Genova nel 1951 e intraprende la carriera artistica all’inizio degli anni Settanta, quando, giovane studente di architettura, viene rapito dai fermenti culturali dell’epoca e fonda il Gruppo Miloto. Da subito si interessa alla relazione tra fotografia e pittura e parallelamente comincia la sua avventura di pittore e di sperimentatore.
Le navi, come già accennato, sono sicuramente un tema molto caro all’artista, che ne diventa un vero e proprio ritrattista. Locci trae ispirazione anche dalle leggende delle Regine del Mare, come il transatlantico Rex e se ne innamora perdutamente: di ogni nave che dipinge conosce le vicende spesso drammatiche e fantastiche. Appaiono così paesaggi di rarefatta bellezza, tempeste che si rincorrono tra Capo Horn e Gibilterra, albe e tramonti, onde, spruzzi di spuma, vascelli volanti e mostri fantastici.
Il mare è anche il regno delle balene e Marco, partendo dalle avventure di Moby Dick, s’immedesima in queste eleganti signore degli oceani e le rappresenta mentre vengono cacciate, mentre saltano di gioia nell’acqua, mentre si adornano delle loro conchiglie, mentre muoiono levando il loro ultimo saluto al sole.
Le megattere rappresentano il sogno, di gioia e di libertà, ma, sognando, il viaggio diventa ricerca di se stessi, una frantumazione di tempo e spazio, dove la realtà è una serie di processi mentali che portano l’uomo a capire che egli stesso è un sogno. Secondo Borges, autore amatissimo da Marco Locci, nel sonno dell’uomo che lo sognava il sognato si svegliò.
L’artista, a questo punto, entra proprio nel labirinto di Borges e, tentando di riprodurlo, immagina i Patanchi, creature misteriose e fantastiche, che appaiono sulle tele come minuscoli tratti neri senza ombra, poiché esistono sull’orizzonte degli eventi, sul limite dei buchi neri. L’artista ne disegna le avventure più fantasiose. Li raffigura mentre giocano con le megattere, oppure in straordinari viaggi in un Antartide dai colori rarefatti a bordo di macchine volanti costruite con canne di bambù e piume di ghiandaia, mentre colorano le nuvole di rosso e arancio per ottenere il tramonto e anticipare il futuro e ancora mentre cercano di cambiare il clima e rendere il mondo più bello.

Luciano Giacomini








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