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giu 19
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KC Novara Monterosa - Serata con relatore e service  

Pubblicato da: Rosalba Fiduccia | KC Novara Monterosa |  Letture: 1298

KC Novara Monterosa - Serata con relatore e service
La serata di venerdì 9 giugno, che i soci e gli amici del Kiwanis Club Novara MONTEROSA hanno trascorso, è stata caratterizzata da due momenti, il primo dedicato al service che il Presidente Luciano Coppola aveva programmato per il corrente anno sociale, e l’altro ha avuto per protagonista la giornalista Laura Fasano, novarese DOC, vice direttrice del giornale Il Giorno, prima donna a rivestire questo incarico nel gruppo Poligrafico del giornale, di cui fanno parte anche Il Resto del Carlino e La Nazione.
Nella prima parte, sono intervenuti Carmine Napolitano, Direttore Generale Sportivo dell’Associazione “Olimpia di Sant’Agabio”, che accoglie oltre 200 ragazzi di diverse etnie, impegnati a disputare diversi campionati di calcio. Attualmente la prima squadra dell’Olimpia milita in 1° Categoria. Col Direttore è intervenuto il Presidente, Paolo Mirabelli, che ha spiegato le finalità di solidarietà e di sport dell’Associazione, che collabora con Casa Alessia in opere di missione in diversi paesi dell’Africa e dell’America del Sud per la costruzione di scuole, ospedali, centri sportivi.
Il Presidente Coppola ha voluto manifestare la vicinanza del MONTEROSA all’Associazione, consegnando un assegno al Presidente da destinare ai bambini, che per il Club rappresentano il futuro.
Alla serata sono stati presenti alcuni giovanissimi soci del Builders Club, orgogliosi di mostrare il loro guidone, che si sono particolarmente distinti nella raccolta di fondi per il service ELIMINATE, sotto la guida del Presidente Coppola e della socia Rosalba Barbieri, responsabile del service indetto dal Kiwanis International, diretto a debellare il tetano neonatale nei paesi dell’Africa Centrale.
Nella seconda fase, la giornalista Laura Fasano, che sin dagli anni delle scuole secondarie e poi dell’Università Statale di Milano, dove conseguì la laurea in Lettere Moderne, cominciò a collaborare con la stampa locale, passò poi al Sabato e successivamente al Corriere della Sera e al Giornale di Montanelli. Nel 1986 divenne praticante del Giorno, dove scalò tutti i gradini della professione sino alla nomina di vice direttrice.
Tema della relazione è ”Quale futuro per l’informazione”, un argomento di grande attualità e di elevato interesse.
Sin dalle prime batture non si è tirata indietro, svolgendo con competenza e con dovizia di dati un’analisi lucida e reale delle problematiche che attraversano il settore, non mancando di fare una severa autocritica all’ambiente, che non ha tenuto conto del principio che il giornale non è dei giornalisti, ma appartiene ai lettori, che giudicano e valutano.
In quest’ultimo periodo purtroppo si sono combinati alcuni fattori negativi, come l’avvento di internet, che, quale mezzo di informazione efficace ed efficiente in tanti altri campi, ha prodotto un terremoto nel mondo della carta stampata, avendo indirizzato gli spot verso la televisione. Poi è scoppiata una crisi economica a livello mondiale ed entrambi i motivi hanno fatto diminuire la raccolta di entrate pubblicitarie, fonte essenziale della vita di un giornale. Il rilevante calo delle vendite nelle edicole e la sensibile riduzione degli spot ha determinato la crisi dei giornali.
Nel 2016 i giornali a più vasta diffusione hanno subito oltre il 10% complessivo di perdita di copie vendute rispetto all’anno precedente, una curva che aveva iniziato la sua corsa a scendere sin dal 2008.
Il fenomeno si spiega facilmente, perché una notizia, che arriva al lettore attraverso canali diversi, ha bisogno di essere veicolata attraverso un numero sufficiente di edicole, che oggi si presenta assolutamente inadeguato rispetto alle reali necessità. La strategia di vendere i giornali anche nei supermercati si è rivelata una iniziativa ingenua ed inefficace, perché nei supermercati i giornali vengono accatastati su un bancale oppure impilati su espositori di ferro, dove non si riesce a leggere nemmeno il titolo. Inoltre, manca il rapporto umano con l’edicolante, al quale si rivolgeva il primo saluto di buona giornata, ricevendone in risposta uno dello stesso tenore.
Molte cause hanno concorso a produrre la crisi, forse anche la mancanza di aver ignorato di individuare il tipo di prodotto da mandare in edicola e di non esser chiesti perché sia saltato il rapporto col lettore.
Ad esempio, lo stesso prezzo del giornale è divenuto oggi una spesa ed anche questo aspetto ha prodotto un corto circuito non trascurabile del sistema.
Un altro rilievo riguarda la chiusura quotidiana del giornale, che di solito avviene poco dopo l’una di notte e, tra quest’ora e il mattino,una notizia anche importante, giunta in redazione tardi, non può essere data. La TV, invece, attraverso i suoi numerosi canali d’informazione, la manda in onda, per cui la mattina quella notizia è divenuta già vecchia. Talvolta gli stessi editori, per limare le spese, suggeriscono di evitare di inviare i cronisti sul luogo dove è successo un fatto per verificare de visu l’accaduto; sono stati inoltre aboliti i correttori di bozze, per cui non è difficile imbattersi in errori grossolani, che non è più possibile addebitare al proto. Gli articoli, compresi i fondo, sono spezzettati e il “continua” è rinviato a diverse pagine successive, interrompendo in tal modo l’attenzione. E’ scomparsa poi la terza pagina,che rappresentava un vanto del giornalismo italiano.
Avviandosi alla conclusione, la relatrice ha affermato che la crisi editoriale è stata determinata da una serie di concause, che hanno travolto anche i “collaterali”, gli abbinamenti con videocassette, libri, collezioni tematiche e quant’altro. All’inizio sembrò una strategia ingegnosa nel rilanciare le vendite, che in realtà si verificò, ma il mercato venne presto a saturazione e l’iniziativa è stata quasi del tutto abbandonata.
La crisi si può combattere inventando un futuro meno legato all’aspetto economico, come ad esempio, selezionando le notizie più importanti, mentre oggi si tenta di compiacere il lettore che si è allontanato, come di non infierire troppo sul politico.
La direttrice ha concluso evidenziando che va comunque sottolineato il desiderio che ha mosso da sempre i giornalisti di rendere il mondo migliore e di illuminarlo di luce più viva.
La serata è terminata tra gli applausi e con le congratulazioni alla dottoressa Fasano, a cui sono state rivolte numerose domande a conferma dell’interesse suscitato. (a. l.)










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