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KC Novara Monterosa - Incontro con l'attrice Lucilla Giagnoni  

Pubblicato da: Rosalba Fiduccia | KC Novara Monterosa |  Letture: 895

KC Novara Monterosa - Incontro con l'attrice Lucilla Giagnoni
Venerdì, 24 febbraio 2017
Una serata entusiasmante e ricca di emozioni quella offerta da Lucilla GIAGNONI, venerdì scorso a soci ed amici del Kiwanis Club Novara MONTEROSA.
Da giovanissima cominciò a calcare le tavole dei palcoscenici, dopo aver frequentato e lavorato con diversi attori, tra i quali Vittorio Gassman.
In seguito, la sua attività si incentrò su “TEATRO SETTIMO”, una compagnia teatrale torinese, partecipando a quasi tutti gli spettacoli che sono stati allestiti.
Sempre alla ricerca di altri percorsi, il suo eclettismo l’ha spinta verso nuovi metodi e indirizzi, caratterizzati da riflessioni sull’uomo nei suoi diversi aspetti, fisici, storici e poetici.
E’ autrice di trasmissioni per la RAI e per la televisione e non ha mancato di impegnarsi nella scuola, insegnando comunicazione e recitazione.
La serata è iniziata con la proiezione di un video, preparato dal Presidente del Club Luciano Coppola, sui giovani di oggi, costretti a vivere in un mondo con scarsi valori e in una società votata al consumismo, dove la rottamazione, ad esempio, degli elettrodomestici, è programmata dalle stesse fabbriche al momento della loro produzione. La proiezione ha dato modo all’attrice di entrare subito in argomento, sostenendo che stare su un palco significa trovarsi in una posizione superiore, per cui sulla base di questa considerazione spesso inizia i suoi spettacoli dalla platea, perché vuole scrutare i volti dei presenti allo spettacolo.
E’ partita come un fiume in piena, affermando che in teatro si insegna la vita, anzi si fa la vita, perché il teatro esiste in ogni dimensione e da diverse angolature. La sacralità, il suo “essere teatro”, si fonda sul senso della responsabilità e del lavoro, per cui, se si semina bene, ha asserito, si raccoglie bene. La società attuale purtroppo è una società in cui l’uomo è considerato soltanto un consumatore. In questo procedere l’umanità è giunta alla
frontiera e, se non si ferma a riflettere, è destinata alla estinzione. In tal modo ha introdotto uno dei suoi più esaltanti lavori, l’Ecce Homo, nome utilizzato da Pilato nel presentare al popolo Gesù, stravolto e sanguinante per le torture subite, che manifestò tuttavia la sua regalità, una regalità divina.
Partendo da Adamo, scorrendo la Bibbia e gli Evangeli, è arrivata all’Apocalisse, l’ultimo libro del Nuovo Testamento, anzi all’ultima frase, dove lo Spirito, presente nella Chiesa, le rivolge il richiamo: “Vieni, chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita”. “Sì, verrò presto” è la risposta, che è un atto di fede, col quale termina l’intero libro delle Sacre Scritture.
Ognuno di noi, ha commentato l’artista, ha un vuoto, che va riempito; basta solo darsi da fare, perché il mondo non è povero, è ricchissimo e pronto a mettersi a disposizione “gratuitamente”; solo bisogna volerlo, come è scritto nel versetto dell’ Apocalisse.
Nel percorso dell’umanità, che Lucilla Giagnoni ha tracciato, ha assunto per guida e riferimento Pinocchio, metafora antropologica e cristologica, ove si consideri che il burattino è figlio di un falegname di nome Geppetto, come un precedente Giuseppe anche lui falegname, e Pino deriva da Giuseppino, Pino, Pinocchio. Mastro Ciliegia, quando si disfece del pezzo di legno che parlava, regalandolo a Mastro Geppetto, sta ad indicare l’uomo senza fantasia, rozzo, incapace di inventare il futuro, di capire, di essere felice.
La storia inizia come tutte le favole “C’era una volta…”, riferendosi ad un tempo lontano milioni di anni fa, quando sulla terra fece la comparsa l’uomo. Durante il monologo, l’attrice dimostra chiaramente che si sta rivolgendo ad una persona determinata, che è la figlia adolescente, alla quale invia messaggi di speranza e di fede, e la esorta a darsi da fare, estrapolando parole e immagini dalle Sacre Scritture, per indirizzarla sul retto cammino.
Pinocchio, il più umile, ma anche il più universale dei burattini, va preso a modello dell’uomo, che da Homo habilis divenne Homo erectus e poi Homo sapiens. Oggi, in un mondo amorfo indifferente, globalizzato sembra aver perso l’ansia di elevarsi, divenendo solo Homo oeconomicus.
Procedendo nel monologo, l’attrice si infervora e incanta l’ascoltatore; descrive la storia dell’uomo con l’ardore e la potenza delle parole, che attinge sapientemente dalle scritture fino al discorso delle beatitudini, componendo un canto elegiaco, che dedica a tutti i giovani e alla figlia.
La fiaba, che l’artista recita, racconta l’incarnazione della vita, dove il burattino Pinocchio, ricavato da un umile pezzo di legno, parla, gioisce, piange, esprime desideri, perché vuole vivere. L’albero della vita è una scala, che ha in cima la testa come l’uomo e alla base le radici, cioè i piedi.
Ogni scelta, è normale, ha un costo, che nel corso dei secoli l’uomo ha pagato. Per natura il denaro non è soltanto cattivo, ma il suo incremento deve avvenire non badando alla quantità, ma essenzialmente alla qualità.
A questo punto l’attrice introduce il dialogo tra Pinocchio, il gatto e la volpe, i torvi animali che tentano di sottrarre con l’astuzia le cinque monete d’oro che l’ingenuo burattino ha ricevuto da Mangiafuoco per un suo gesto di bontà.
L’interpretazione è stupenda e perfetta, aiutata da una gestualità espressiva e un tono di voce coinvolgenti.
Come Pinocchio desidera camminare sulle sue gambe e anche l’uomo deve aspirare ad essere felice e ad andare avanti nel cammino; ha scoperto il fuoco che lo riscalda e, quando lo accende all’ ingresso della grotta in cui vive, sa che lo difenderà dagli animali che vogliono assalirlo. Il suo sonno diventa tranquillo e, quando si alza dal giaciglio ritemprato, è pronto a riprendere la lotta per l’esistenza.
Con questo grido di speranza Lucilla Giagnoni termina la sua esibizione, innovativa e realistica nella esposizione, recitata con stile, ritmo, bellezza, che ha regalato forti emozioni, lasciando i soci e gli amici del Club sicuramente più ricchi.
Al termine della serata, Lucilla Giagnoni è stata accolta nel MONTEROSA come Socia onoraria tra gli applausi e gli auguri di benvenuta.

Redazione articolo: Alessandro Lomaglio - Fotografie di Gianni Sarasso e Dimitry Orlov










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