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mar 28
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Il KC Pescara partecipa attivamente ad un convegno sulle adozioni e la didattica inclusiva  

Pubblicato da: Rosalba Fiduccia | KC Pescara |  Letture: 847

Il KC Pescara partecipa attivamente ad un convegno sulle adozioni e la didattica inclusiva
L'ADOZIONE E LA DIDATTICA INCLUSIVA
Martedì 21 marzo, presso l'Auditorium Conservatorio "Luisa D'Annunzio di Pescara", si è svolto il Convegno Regionale "L'adozione reciproca - Cantiere di diffusione delle linee guida per l'accoglienza degli alunni adottati e per una didattica inclusiva " promosso dal MIUR e dove il Kiwanis Club Pescara, unico club kiwaniano Nazionale ad avere un "posto" al tavolo dei lavori, ha partecipato con l'intervento della dott.ssa Matilde Gianmarco, componente Commissione Famiglia della Camera Nazionale Forense.
Presenti la presidente Delia Verna ed il Luogotenente Governatore Eletto Divisione Abruzzo Modesto Modesto Lanci.
Piano di formazione, promosso dall’Ufficio Scolastico Regione Abruzzo con l’apporto scientifico dell’Ispettrice Antonella Mancaniello e dall’Ufficio Scolastico Provincia di Pescara, sul tema ‘L’Adozione reciproca – Cantieri di diffusione delle linee guida per l’accoglienza degli alunni adottati e per una didattica inclusiva’. Presente per i saluti istituzionali, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini e soprattutto una vasta platea composta da docenti di scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutto l’Abruzzo e da rappresentanti delle associazioni familiari.
Questi alcuni interventi dei relatori e pubblicati sulle testate giornalistiche:
“La Scuola è il luogo per eccellenza in cui si realizza il mondo relazionale del bambino e dell’adolescente, relazioni che si fanno ancora più elaborate dinanzi ai minori adottati. In questi casi la scuola diventa il braccio operativo che, collaborando con le famiglie, deve accogliere il minore, valorizzandone la storia e le potenzialità. Scuola e minore adottato si ‘accolgono reciprocamente’ e solo da questo pieno riconoscimento reciproco può nascere il successo formativo. Ai docenti vanno però forniti gli strumenti più opportuni, conoscitivi e didattici, per affrontare e gestire tale processo”. Con queste parole ha aperto il Convegno Regionale la dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, Alessandra Di Pietro, che ha coordinato e moderato i lavori.
“Per garantire realmente il diritto allo studio degli alunni adottati – ha detto l’Ispettrice Antonella Mancaniello, Dirigente tecnico dell’Ufficio Scolastico regionale Abruzzo Area Inclusione – è fondamentale attivare interventi di formazione ampi e capillari rivolti ai docenti, in sinergia con le associazioni, i familiari, i servizi socio-sanitari e quanti si occupano di adozione nel territorio. La multidimensionalità della condizione adottiva richiede infatti che l’inserimento del minore adottato sia accompagnato e sostenuto dal lavoro coordinato di numerosi soggetti. In questa prima fase destinatari della formazione sono i docenti referenti di ogni Istituto scolastico della Regione, chiamati a svolgere la delicata funzione di raccordo tra i diversi soggetti che seguono il minore nella post-adozione e di supporto ai docenti nelle classi”.
“L’adozione – ha spiegato Michele Augurio, Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni di Milano – non va considerata come una compensazione di una mancanza, ma una vera e propria genitorialità che va vissuta come quella naturale, al fine di evitare che l’adozione venga percepita unicamente come un modo per sottrarre un bambino da una situazione difficile. Bisogna evitare etichette, facendo distinzioni, anche linguistiche, tra bambino adottato e non. Il genitore adottivo non è un soccorritore, ma è un soggetto ‘adottabile’ lui stesso, soccorso lui stesso, e da qui nasce l’espressione ‘adozione reciproca’. La figura femminile paga una forte contrapposizione: è percepita negativamente in quanto abbandonante e non un baluardo di sicurezza, per cui la nuova figura femminile deve recuperare l’immagine di fiducia e protezione che le è propria. Quanto alla scuola, l’inserimento dev’essere fatto con cautela, il primo anno andrebbe vissuto in famiglia, e meno nelle strutture scolastiche e sportive per privilegiare il recupero dell’affettività rispetto alla socializzazione, che di certo non manca negli orfanotrofi. Infine, no alle feste per bambini adottati, sì alla festa dei colori, la famiglia dev’essere aperta e va supportata sin dall’inizio quando decide di accogliere un bambino”.
“In questo convegno introduttivo al corso di formazione - ha aggiunto Margherita Trua, docente utilizzata dall’Ambito Territoriale di Pescara – vogliamo tracciare quindi il quadro normativo e teorico di riferimento, a partire dall’analisi delle Linee di Indirizzo per l’inclusione dei minori adottati nel sistema scolastico, ma ci occupiamo anche di Carta dei Minori, di funzioni e competenze del Tribunale Minorile in tema di adozioni e affido, del contributo delle équipe territoriali integrate, degli aspetti comunicazionali e di rapporto con le famiglie. Il progetto di formazione proseguirà ora attraverso una serie di iniziative laboratoriali ed esperienziali rivolte ai docenti, con un percorso che si snoderà nei prossimi mesi”.










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