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KC Genova Columbus - Conviviale con relatore sul tema "Le donne genovesi nell'Età dei Lumi"  

Pubblicato da: Rosalba Fiduccia | KC Genova Columbus |  Letture: 1798

KC Genova Columbus - Conviviale con relatore sul tema
Conviviale veramente interessante organizzata dalla nostra Presidente Franca Durst Erede il 28 gennaio 2017, presso il ristorante Zeffirino,che ha visto come ospite e relatore la
Prof. FRANCESCA DI CAPRIO FRANCIA,
Già docente di Italiano e Latino nei Licei, già responsabile del Servizio di Educazione alla Salute presso il Provveditorato degli Studi di Genova, autrice di numerosi saggi di storia locale,sul Tema: Le donne genovesi nell’Età dei Lumi.
Erano presenti tra gli altri: Luigi Pampana Biancheri (Presidente 2015.2016), Kamy Sadeghi (Medico Odontostomatologo e Chair Distrettuale del Progetto POI, Prevenzione Odontoiatrica Infantile), Luciano Giacomini (Chair 2015.2016 Distrettuale Area Nord per la Difesa dei Diritti dell’Infanzia), nonché i soci Lilia Quarantini, Roberto Armanino (Tesoriere del Club), Antonella Bongiorno (Segretaria del Club), e gli amici Ing. Achille Roberto, Dott. Barbara Colombo, Graziella Mondini, Adriana Bizu e la prossima socia Dott. Gianna Masi.
Molto apprezzata la presenza della Dott.ssa Giovanna Are, Psicologa e Psicoterapeuta.

Sintesi dell’intervento della Prof.ssa Francesca Di Caprio Francia:
Le donne genovesi nell'Età dei Lumi
La conferenza verte sui contenuti del libro Donne genovesi nell'età dei lumi pubblicato recentemente dalla relatrice (Ed. De Ferrari, Genova 2016, pp.156).Vi si delineano i profili di quindici donne genovesi vissute nel Settecento, il noto “secolo dei lumi” che era tale solo per poche donne, di solito aristocratiche o ricche, dotate di particolari qualità, che contribuirono a dare inizio a una più equilibrata concezione dei rapporti di genere.
Le protagoniste appartengono a diversi stati sociali, accomunate dalla nascita genovese, di città o del circondario, con il dubbio per Sinforosa Timone, nata a Tabarca (anche se alcuni studiosi la ritengono nativa di Pegli), poiché sono state privilegiate comunque la genovesità del padre e della famiglia,e la modernità della vicenda che si snoda durante le lotte di religione fra cristiani e mussulmani.
Non bisogna dimenticare Clelia Grillo Borromeo Arese, personaggio scomodo sia per la conformista e severa famiglia milanese del marito sia per l'Austria a causa delle sue idee anti austriache e dell'amore per lo studio. Ben nota anche un'altra Clelia, Clelia Durazzo Grimaldi, pioniera nel campo della botanica e del sapere scientifico ed Isabella de Mari Doria, moderna donna imprenditrice e così abile amministratrice dei beni familiari da portare ad un incredibile aumento del capitale iniziale.
In ambito diverso spiccano Maria Nicoletta Connio Goldoni, moglie del noto commediografo, che, essendo senza figli, seguì sempre il marito di teatro in teatro, ispirandolo e consigliandolo, sopportandone però anche le numerosissime scappatelle amorose e i gravosi debiti per il vizio del gioco; Antonietta Galera Costa che, con gran scandalo dei concittadini, rifiutò il marito imposto dai genitori, divenendo poi una brava pittrice e l'amica affettuosa del poeta Vincenzo Monti; Luigia Zerbi Manin, apprezzata ballerina della Scala e della Fenice, che sposò il nipote dell'ultimo doge di Venezia.
Divertenti sono gli episodi di Pellina Lomellini Brignole che resistette alle profferte amorose del Duca di Richelieu, nipote del Cardinale, al quale tirò un tiro birbone rimandandolo disilluso a Parigi, e la bella popolana Bianca Calvi che, prescelta a sfilare nel 1797 sul carro allegorico “Il trionfo della Libertà”, dove appariva succintamente vestita per allora (mostrava infatti le gambe ben sotto il ginocchio...), non riuscì più a trovare marito perché giudicata impudica, rimanendo per sempre zitella e ostaggio della sua bellezza.
Due personalità femminili sono rinomate e da tutti conosciute: Maria Drago Mazzini, non solo madre dell'Apostolo, ma anche espressiva ed acuta corrispondente nell'epistolario con il figlio Giuseppe, e Luigia Ferrari Pallavicini, l'amazzone foscoliana alla quale il poeta Ugo Foscoo dedicò la celebre ode “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo”, pubblicata nel libretto:“Omaggio a Luigia Pallavicini” contenente in tutto sette composizioni di diversi poeti. La rovinosa caduta dal focoso destriero arabo ebbe conseguenze irreparabili per il bel viso di Luigia che rimase per sempre sfigurato sul lato sinistro e che la dama portò poi coperto da un velo.
Il testo è arricchito da preziose riproduzioni in bianco e nero di stampe d'epoca e da un'appendice intitolata “La moda nel Settecento: giornale delle dame e delle mode in Francia” in cui vengono presentate a colori tavole con azzimati e imparruccati damerini con jabot di pizzo e bastoncini con fiocchi e dame dall'esile vita ed ampie gonne ornate da cappelli imponenti che rappresentavano vere costruzioni in equilibrio sulle parrucche.
Sullo stesso argomento del libro e della conferenza verte l’intervista della prof. Di Caprio a Telegenova, che si può visionare a questo indirizzo:
https://youtu.be/IgNc7SCtAPg

Luciano Giacomini
Chairman Public Relation and Communication



La Copertina del libro, l'autrice e momenti della conviviale












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