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KC Vercelli - Conferenza sulle radiazioni nel territorio vercellese  

Pubblicato da: Rosalba Fiduccia | KC Vercelli |  Letture: 342

KC Vercelli - Conferenza sulle radiazioni nel territorio vercellese
KC Vercelli – conferenza di giovedì 9 febbraio 2017
Il territorio vercellese protetto dalle radiazioni
L'Arpa Piemonte, agenzia per la protezione del territorio, in questo momento è al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica per il controllo degli M10, particelle che inquinano grandemente l'atmosfera prodotte dagli automezzi, cui si attribuiscono spiacevoli conseguenze: asma prima di tutto, altre patologie polmonari fino ad arrivare ai tumori. La Comunità Europea ha richiamato le città italiane, particolarmente della Pianura Padana, per il moltiplicarsi di M10 e di altre particelle che avvelenano l'atmosfera e che dovrebbe essere in parte ripulita dalla pioggia. E se la situazione non muterà, come del resto è purtroppo accaduto l'anno scorso, la Comunità interverrà con misure più drastiche, facendo pagare pesanti sanzioni al nostro paese. Ma in territori esposti al nucleare, o territori vicini come la Francia dove le centrali atomiche sono dislocate sul fiume Rodano, accanto ai pestiferi M10 esistono i radionucleidi, particelle nucleari altrettanto dannose che portate dal vento nonché da altri fenomeni meteorologici come la pioggia, si abbattono sulle nostre aree. Per inquadrare questo problema specifico il Kiwanis Club di Vercelli, presieduto da Luciana Berruto, giovedì 9 febbraio ha invitato al Circolo Ricreativo di Vercelli a parlarne Laura Porzio dell'Arpa, fisico nucleare che si occupa dei radionucleidi con continui monitoraggi sul nostro territorio. Nonostante la Centrale nucleare di Trino che sarà del tutto smantellata a breve, come la dottoressa Porzio ha confermato, e l'impianto nucleare di Saluggia, il Vercellese (e anche il Biellese) non sono minacciati dai radionucleidi che provengono dalle barre di rifiuti atomici nonché dai residui degli impianti, di fatto fuori legge dopo il referendum degli anni Ottanta che vietarono la produzione di energia atomica sul suolo italiano. La scarsa minaccia dei radionucleidi sul vercellese, cioè entro valori tollerabili, è confermata dai monitoraggi sistematici attuati dagli specialisti guidati da Laura Porzio. Il problema di mantenere indenne il Vercellese, dove sono diffuse le coltivazioni agricole, in primo luogo il riso e gli ortaggi, è molto complesso. I radionucleidi che "si agitano" nell'aria e che si abbattono sul territorio, come gli M10 per via diversa, attraverso l'erba, gli animali che della stessa si nutrono, le coltivazioni potrebbero arrivare all'uomo con conseguenze sanitarie assai dannose. Le ricerche e i monitoraggi dimostrerebbero che fino ad ora questo nel Vercellese non è accaduto, nemmeno quando il vento ha trasportato i radionucleidi di provenienza dall'incidente di Cernobil, o trasferisce le particelle radioattive in arrivo dopo i guai nelle centrali francesi sul Rodano. Anche nei momenti di maggior tensione, anche dovuti ad incidenti nei pressi di Novara che produssero grandi quantitativi di diossina, come è poi stato accertato, i chicchi di riso rimasero indenni da contaminazioni. Esiste, però, un altro aspetto: il contenimento dei radionucleidi rispetto alle sostanze chimiche, ad esempio i pesticidi talvolta rivelati dai monitoraggi ad hoc. Dati alla mano derivanti dai monitoraggi, Laura Porzio ha tranquillizzato sull'impatto del nucleare sul Vercellese. La dottoressa Porzio, dirigente dell'Arpa Piemonte e laureatasi in fisica nucleare all'Università di Milano, recentemente ha avuto un prestigioso incarico nazionale in fatto di gestione del nucleare e della progettata costruzione per la raccolta delle barre di rifiuti di materiale derivante dagli impianti in via di sistemazione o di smantellamento.




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